A Milano la Fondazione DMO presenta l’inverno 2026-2027 tra eredità veneziana, radici ladine e vallate ancora da scoprire.
Un insieme di territori con storie e caratteri diversi, più che un’unica montagna, è l’immagine con cui la Fondazione DMO Dolomiti Bellunesi ha presentato a Milano l’inverno 2026-2027 a trentacinque giornalisti. Accanto alle località che da tempo richiamano visitatori da tutto il mondo, la destinazione ha messo in evidenza vallate, borghi e cime meno frequentati, dove il rapporto con le comunità locali consente un’esperienza più autentica e lontana dai luoghi più affollati.
Ai giornalisti del settore è piaciuto molto il video dedicato all’inverno bellunese, costruito attorno alle persone che vivono la montagna tutto l’anno.
L’eredità veneziana è è ancora oggi visibile nei boschi che fornivano all’Arsenale della Serenissima la materia prima per i remi e gli scafi delle navi come in terraferma che ha assorbito modelli artistici e architettonici. Con quell’eredità convivono le radici ladine di diverse vallate e una tradizione artigiana che va dal ferro battuto al legno intagliato. A queste si aggiungono il distretto dell’occhiale e un fitto tessuto di imprese considerate parte integrante dell’attrattività del territorio.
Pesa poi il fatto che questo sia il primo inverno dopo i Giochi olimpici e paralimpici di Milano Cortina 2026, un passaggio che rappresenta un’opportunità. Mentre Cortina rafforza la propria vocazione per il turismo di lusso, la visibilità conquistata con i cinque cerchi dovrebbe orientare i visitatori verso il resto della provincia e distribuire i flussi su un territorio più ampio.
Lo sci resta il cuore della stagione, con l’apertura degli impianti fissata al 28 novembre e i grandi giri che collegano più vallate. Accanto alle piste trovano spazio le ciaspole, lo sci alpinismo e il nordic walking, le visite a borghi e musei e gli incontri con artigiani e produttori. Una parte rilevante spetta alla cucina, che cambia da una valle all’altra e si appoggia su prodotti a denominazione d’origine, formaggi di malga, vini e birra locali.