Lavoro e residenzialità si rivelano ancora uno scoglio da superare nella lotta allo spopolamento. Per fare ciò, servono investimenti mirati e innovazione. Un esempio in questo senso è Lattebusche, cooperativa agricola feltrina arrivata fino in Giappone. Si legge sul Corriere delle Alpi:
Per arginare lo spopolamento, trattenendo i giovani, occorre anche offrire opportunità di lavoro. È quello che sta facendo Lattebusche, che per essere innovativa ha lanciato pionieristicamente il latte bio. Latte biologico che oggi è un grande successo. Ma c’è una bella novità dell’ultima ora. Una delegazione di Lattebusche è appena rientrata dal Giappone: con un “affare”: dalle 3 mila forme di formaggio esportato nel Paese dell’Estremo oriente quest’anno, si passerà il prossimo a 6 mila, e nel 2028 a ben 13 mila.
L’ex direttore (Antonio) Bortoli ha raccontato l’attività della grande cooperativa bellunese: «Ogni giorno si raccolgono 80 quintali di latte biologico. A neppure otto anni dall’avvio, Lattebusche distribuisce un milione e 300 mila contenitori l’anno, realizzando un fatturato di 2 milioni di euro». E poi i “Bar bianco” presenti in provincia: «Sono visitati quotidianamente da 3.100 clienti, pari a 3 milioni l’anno. Il fatturato complessivo delle lavorazioni è di 18 milioni».