A Milano l’assemblea ANEF 2026. Il futuro del trasporto a fune strettamente si lega all’economia e alla tenuta sociale della montagna.
Ricambio generazionale, destagionalizzazione e qualità della vita nelle comunità montane. Sono le tre sfide che attendono il settore dei trasporti a fune. Le aziende associate in ANEF hanno celebrato a Milano l’assemblea generale 2026. Al centro della scena, non a caso, un gruppo di giovani imprenditori in dialogo con gli studenti del polo Unimont dell’Università di Milano per mettere a confronto esperienze diverse e individuare nuove prospettive per il sistema montagna. Un lavoro necessario perché dalle nuove idee e da come saranno affrontate le tre questioni esposte dipenderà non solo il futuro delle imprese ma anche l’economia e la tenuta sociale della montagna italiana.
Il quadro economico, sociale e demografico delle comunità montane è stato approfondito da Alessandro Fontana, direttore del Centro Studi di Confindustria, che ha illustrato i principali trend e le trasformazioni in atto. «La montagna è un sistema economico che va letto nella sua complessità: turismo, infrastrutture, servizi e attività produttive sono strettamente connessi. La sfida è rafforzare la competitività dei territori, attrarre investimenti e creare occupazione qualificata, affinché le opportunità economiche si traducano anche in una maggiore capacità di trattenere e attrarre persone e competenze». Fontana ha inoltre ricordato come la montagna sia una risorsa strategica per il Paese, occupando oltre un terzo dei suoi territori: «Far crescere la montagna significa far crescere l’Italia: per rafforzarne la competitività servono servizi, infrastrutture e connessioni capaci di attrarre investimenti e occupazione qualificata. In questo percorso gli impianti a fune svolgono un ruolo decisivo, generando importanti ricadute economiche e sostenendo filiere d’eccellenza. Non a caso l’Italia è oggi il quinto esportatore mondiale di articoli sportivi e detiene l’11% dell’export globale di prodotti per gli sport invernali, a conferma di una leadership che trova nella montagna uno dei suoi motori di sviluppo».
Le nuove generazioni protagoniste
Dalle politiche per il territorio al contributo concreto di chi la montagna la vive e la costruisce ogni giorno: l’Assemblea ha quindi dato spazio alle nuove generazioni, chiamate a essere protagoniste del futuro del comparto.
Le priorità del settore
Ricambio generazionale, comunità vive, destagionalizzazione e investimenti sono i principali assi di lavoro individuati da ANEF per affrontare le trasformazioni in corso e rafforzare il ruolo della montagna nel sistema economico e turistico nazionale.
Il futuro passa dai giovani. Il ricambio generazionale rappresenta una priorità strategica. Occorre creare le condizioni perché le nuove generazioni possano scegliere di vivere, lavorare e fare impresa in montagna, portando competenze e idee nuove senza perdere il legame con l’identità dei territori.
Comunità vive tutto l’anno. La sostenibilità della montagna non è soltanto ambientale, ma anche economica e sociale. Per contrastare lo spopolamento sono necessari lavoro qualificato, scuole, sanità, infrastrutture e collegamenti efficienti: servizi essenziali per garantire qualità della vita e continuità alle comunità locali.
Turismo quattro stagioni. Trekking, bike, attività outdoor, cultura e natura offrono opportunità concrete per ampliare l’offerta oltre la stagione sciistica, distribuire i flussi turistici e generare nuove occasioni di occupazione e sviluppo. La destagionalizzazione richiede una visione di lungo periodo e investimenti capaci di valorizzare le diverse vocazioni dei territori.
Investimenti per la competitività. Gli impianti di risalita costituiscono un’infrastruttura strategica per l’economia montana, con ricadute che si estendono all’intera filiera turistica e alle attività locali. A fronte di un fatturato del comparto vicino a 1,5 miliardi di euro, l’indotto generato è stimato tra cinque e sette volte superiore. Sostenere gli investimenti significa quindi contribuire alla competitività delle imprese e alla tenuta economica dei territori.
Innovazione e sostenibilità. Affrontare il cambiamento climatico richiede ricerca, tecnologie evolute, efficienza energetica, gestione responsabile delle risorse e mobilità sostenibile. In questo quadro, anche l’innevamento programmato rappresenta uno degli strumenti a disposizione delle imprese per gestire la variabilità delle condizioni climatiche, nel rispetto dei contesti ambientali e delle risorse disponibili.
L’eredità delle Olimpiadi. Milano Cortina 2026 ha rappresentato un’occasione per mostrare al mondo l’attrattività e la capacità organizzativa della montagna italiana. La sfida ora è trasformare questa visibilità in un’eredità duratura, fatta di infrastrutture, servizi, investimenti e nuove opportunità per le comunità locali.
Per la prima volta su un palco così importante, sei giovani imprenditori del settore funiviario hanno portato all’Assemblea ANEF uno sguardo autentico sulla montagna del 2040.
Chiara Orleoni (Icemont, Bielmonte), Guglielmo Ghezze (Faloria, Cortina), Daniel Perathoner (Ideallifte, Castelrotto), Giorgio Gamba (Funivie Seggiovie San Martino, San Martino di Castrozza), Elisabeth Vendruscolo (Impianti Falcade Col Margherita, Falcade) e Ian Rocca (Mottolino, Livigno) si sono confrontati a partire da parole chiave e immagini simboliche, esprimendo sei prospettive complementari. Rete, storia, benessere, integrazione, destagionalizzazione ed esperienza sono i temi emersi: dalla centralità delle persone e delle relazioni alla valorizzazione del patrimonio territoriale; dalla necessità di integrare servizi e opportunità alla possibilità di vivere la montagna durante tutto l’anno, fino alla qualità dell’esperienza offerta a chi la sceglie. Ne è emerso un ritratto di giovani imprenditori capaci di coniugare entusiasmo e competenza, rispetto della storia e desiderio di innovazione. Non una generazione in attesa di raccogliere il testimone, ma già protagonista del cambiamento, consapevole che il futuro della montagna si costruisce attraverso la collaborazione tra persone, imprese e territori.
Il confronto si è sviluppato poi con gli studenti del Polo Unimont che hanno portato idee e prospettive maturate nel proprio percorso formativo, offrendo uno sguardo sulle competenze e sulle visioni che potranno contribuire a trasformare i territori montani. Il dialogo tra generazioni ha confermato la necessità di avvicinare formazione e mondo del lavoro, favorendo nuove opportunità professionali e imprenditoriali e creando le condizioni affinché i giovani possano scegliere la montagna come luogo in cui costruire il proprio futuro.