Nel dibattito in corso sulla riforma della legge quadro sull’artigianato, datata 1985, interviene Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, richiamando la necessità di valutare nel merito gli effetti che un ampliamento del perimetro dell’artigianato potrebbe produrre sul sistema produttivo. «Dire ‘avanti con la riforma’ perché la legge ha quarant’anni non risponde alle questioni sollevate da Confindustria», afferma Berton. «Come ha evidenziato il presidente della Piccola Industria di Confindustria Fausto Bianchi, occorre chiarire quali effetti avrebbe l’ampliamento del perimetro dell’artigianato sulla concorrenza, sulle tutele dei lavoratori e sui conti pubblici».
«Le imprese che operano negli stessi mercati devono poter competere in condizioni eque», prosegue Berton. «Non possiamo sostenere una riforma che, senza adeguate garanzie, rischi di creare vantaggi contributivi e contrattuali legati al solo inquadramento dell’azienda».
Per la presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, il tema centrale resta quello della competitività: «La crescita delle imprese si sostiene intervenendo sui fattori che ne determinano davvero la competitività: ridurre il costo dell’energia, ammodernare le infrastrutture, rendere più efficienti i collegamenti e la logistica, semplificare la burocrazia e investire in innovazione e formazione. Sono queste le priorità su cui concentrare risorse e impegno, per dare alle imprese tutte e anche a quelle del Bellunese strumenti concreti per crescere e competere».
«Modernizzare una legge significa rafforzare l’intero sistema produttivo: il valore di una riforma si misura dalle opportunità che crea per tutte le imprese e per chi vi lavora», conclude Berton.