In provincia di Belluno esistono settori industriali capaci di generare tantissimo valore, ma restano una parte minima del totale. Questo è quello che emerge dalla ricerca sulle competenze industriali della provincia di Belluno presentata dai professori Giulio Buciuni (Trinity College di Dublino) e Jacopo Canello (Università di Parma), insieme alla ricercatrice Nicoletta Giudice (Università di Parma) e commissionata da Confindustria Belluno Dolomiti. L’economia bellunese si poggia su questi pochi asset verticali, che si confermano delle eccellenze a livello globale. La difficoltà resta però quella di guardare avanti, e pensare a come potrebbe rinnovarsi in un futuro oramai prossimo il quadro provinciale.
Ecco, quindi, che il professor Jacopo Canello si è chiesto su cosa converrebbe scommettere per favorire lo sviluppo innovativo in questo territorio: «Se dovessi scegliere un settore su cui puntare in provincia di Belluno, alternativo dell’occhialeria, che mi sembra la risposta più scontata, direi la meccanica di precisione e, in particolar modo, gli elementi di robotica applicata. Credo che ci siano degli esempi particolarmente rilevanti su questo campo, anche in forma ridotta. Penso a Dolobot, un modello straordinario di come poter fare innovazione anche rimanendo di piccole dimensioni».
Un altro elemento che emerge dallo studio è la grande quantità di aziende presenti in provincia di Belluno. Il 99% di queste sono piccole e medie imprese. Secondo il professore, però, non è detto che fondendo queste società possa automaticamente aumentare la competitività in quei settori ancora di piccole dimensioni. «Credo che ci siano fondamentalmente due interventi da fare. Le PMI possono essere competitive anche restando tali. Nel report emergono una serie di start up innovative che riescono a essere competitive anche mantenendo una dimensione ridotta. Credo che da un lato sia importante sfruttare le competenze già acquisite dalla provincia di Belluno, dall’altro una crescita dimensionale sarebbe sicuramente auspicabile se si vuol aumentare la competitività».