Belluno brevetta occhiali: il distretto oltre lo stereotipo

Dal 1989 al 2025 oltre un terzo delle domande di brevetto in provincia riguarda l’occhialeria. Luxottica guida, ma non è sola.

Dici Luxottica e davanti agli occhi compaiono migliaia di operai a bassa qualificazione che montano componenti secondo routine codificate e sempre identiche, giusto? Sbagliato. Così come quando associ all’occhialeria milioni di pezzi di plastica o metallo assemblati senza tanta complessità, corretto? Anche qui, siamo decisamente fuori strada. Perché da un lato non si diventa un colosso globale se, oltre a fare molto bene i propri prodotti, non si abbina un pensiero lungo, articolato e sofisticato. D’altro canto un distretto come quello dell’occhialeria, esposto da sempre alla concorrenza globale, non sarebbe stato in grado di resistere senza innovare e senza sapersi reinventare.

Del resto gli smart glasses non sono una trovata di Zuckerberg, ma un’innovazione pensata in Cadore in un periodo in cui ancora si utilizzava il BlackBerry per la posta elettronica e gli smartphone erano poco più che prototipi. Stiamo parlando del 2001, anno in cui a Lozzo di Cadore la Fovs Srl deposita il 23 aprile in Camera di Commercio una domanda di brevetto con oggetto ‘Occhiali adatti alla trasmissione e ricezione di chiamate di telefoni cellulari’. La domanda identificata con il numero 202001900925247 sarà accolta tre anni e mezzo dopo, il 30 novembre 2004. Nel gennaio 2002 sempre Fovs inoltra una seconda richiesta con oggetto simile, anche questa concessa come si dice in gergo, molto tempo dopo, a fine 2005. La piccola azienda di Lozzo attiva da metà anni Ottanta ha depositato 15 richieste di brevetto, l’ultima nel 2010, prima di essere messa in liquidazione tre anni e mezzo fa.

Uno dei disegni depositati da Fovs Srl nella domanda di brevetto del 2001

Brevetti, il termometro dell’innovazione

Uno dei termometri per misurare il grado di innovazione di un settore o di un territorio è infatti il numero di brevetti, marchi e disegni che viene annualmente richiesto. Scorrendo i dati del registro nazionale tenuto dall’Ufficio italiano Brevetti e Marchi, scopriamo allora che dal 1989 al 2025 tra le domande provenienti dalle imprese della provincia di Belluno c’è una netta prevalenza di richieste relative al mondo dell’occhiale, a dimostrazione della vitalità innovativa del settore. E, nel caso ci fossero stati dubbi, che il ruolo di Luxottica è dominante.

Un terzo delle domande di brevetto proviene dall’occhialeria

In tutto le domande di brevetto inoltrate da imprese o soggetti residenti nel bellunese sono state 1.846 nel periodo preso in considerazione, da quando il pubblico registro è in formato digitale, ovvero dal 1 ottobre 1989 fino al 31 dicembre 2025. Di queste, 666 menzionano la parola occhiali (520) oppure occhiale (146) nell’oggetto della richiesta. Quindi il 36,08 per cento delle domande di brevetto provenienti da Belluno ha a che fare direttamente con la filiera dell’occhialeria. Percentuale che sale ulteriormente, se pur di poco, contando le 5 richieste di Gatto Astucci, le 22 di Giorgio Fedon & Figli e un’altra decina che non fanno cenno diretto all’occhiale nell’oggetto del brevetto ma sono chiaramente riconducibili alla filiera. Si tratta di un fattore costante nel tempo, rimasto sostanzialmente inalterato nei tre decenni e mezzo presi in considerazione.

La top ten dei brevetti bellunesi

Dei primi dieci richiedenti di brevetto per numero di domande nel periodo considerato, sei appartengono al distretto dell’occhiale e hanno fatto registrare 267 domande di brevetto pari al 14,44 per cento del totale. Luxottica da sola ha indirizzato all’Ufficio brevetti ben 120 richieste. In seconda posizione troviamo la Giorgio Fedon & Figli con 51 richieste, Ideal con 32, Silcon Plastic con 25, Safilo con 20 e Libera Ugo con 19. Fuori dai primi dieci, Marcolin fa registrare 6 richieste di brevetto.

La top ten indica anche la crescita, negli ultimi anni, delle imprese emergenti. Unifarco nell’ultimo decennio  è diventata una presenza costante assommando 37 richieste di brevetto, così come Bortoluzzi Sistemi (34 richieste) e Clivet (18 richieste). Da segnalare infine il gruppo De Rigo, molto più attivo nel settore della refrigerazione con 16 domande di brevetto di cui l’ultima nel 2024 rispetto al mondo dell’occhiale dove conta dieci domande, l’ultima presentata nel 2017.

Peso marginale sul Veneto

Belluno pesa comunque in modo marginale sul totale veneto dei titoli di proprietà industriale approvati: 881 brevetti su 67.929 (pari a circa 1,3 per cento del totale regionale), 72 disegni su 6.425 (circa 1,1 per cento) e 2.843 marchi su 132.191 (circa 2,2 per cento). Su 100 brevetti o disegni approvati in Veneto poco più di 1 è riferibile al Bellunese, mentre per i marchi si sale a poco più di 2; un profilo che nel solo 2025 si conferma debole nei brevetti (14 su 2.118, 0,66 per cento) e nei disegni (0 su 154), mentre resta relativamente più alto nei marchi (95 su 5.267, quindi l’1,8 per cento), con Belluno stabilmente nelle ultime posizioni provinciali davanti, in genere, solo a Rovigo.

Il filo che tiene insieme la storia della Fovs, la centralità di Luxottica e l’emersione di nuovi soggetti negli ultimi anni, è che nel bellunese l’occhialeria non è solo produzione: è un sistema che prova, misura, cerca soluzioni. I brevetti non dicono tutto – non spiegano da soli competitività, lavoro, margini o capacità di stare sui mercati – ma restituiscono una traccia verificabile di continuità. L’innovazione come fattore ordinario, non come eccezione. E aiutano a leggere il presente: ciò che oggi viene raccontato come ‘nuovo’ (gli smart glasses) in questo distretto ha radici lunghe, nate in anni in cui la tecnologia era altrove e il Cadore, ancora una volta, era già sul pezzo.