Buciuni: «Belluno è un laboratorio di innovazione»

Il coordinatore della Fondazione Nordest sottolinea l’importanza di aggiornare le competenze industriali con nuovi modelli di business

Nel sistema dell’occhialeria bellunese «si registra la necessità di aggiornare uno stock di competenze industriali diffuse e sedimentate nel tempo con nuovi modelli di business e posizionamenti nelle catene globali del valore i quali non possono limitarsi alla mere esecuzioni di attività manifatturiere». Lo ha affermato Giulio Buciuni, professore associato al Trinity College di Dublino e coordinatore del Comitato scientifico della Fondazione Nord Est, oggi nel corso dell’ANSA Incontra (qui lo streaming della trasmissione) con la presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, Lorraine Berton, e con il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani

In questa chiave, ha spiegato, «nel panorama italiano il Bellunese rappresenta un grande laboratorio di un territorio che sta cercando un nuovo posizionamento competitivo senza recidere, nel frattempo, le radici di una storia industriale importante. Si tratta di cercare di mettere a sistema gli asset imprenditoriali storici con asset, invece, intangibili che oggi sappiamo essere alla base delle regioni mondiali più competitive». 

In senso generale, ha proseguito il docente, il Veneto «è stato forgiato da grandi imprese capofila, chiamate oggi a traghettare il territorio da una visione industriale per certi aspetti tipica del secolo scorso ad una consapevole di una modernità da innestare sulla esistente base manifatturiera importante». Perciò è necessario «superare la nostalgia e ibridare questi modelli con nuovi modi di fare impresa». 

Si tratta di una traiettoria rispetto alla quale le stesse imprese capofila non si dovrebbero chiamare fuori ma anzi, essere convocate «ad un tavolo di lavoro con le università e le istituzioni», ha rimarcato il docente. Contestualmente, per accentuare l’attrattività dell’area bellunese, è importante «provare a cambiare un po’ la narrazione, raccontare un’idea di montagna differente, e informare, ad esempio, un ingegnere indiano – è la chiusura di Buciuni – sul fatto che anche a Belluno si può fare innovazione all’interno di grandi imprese industrializzate».