Le Olimpiadi non possono essere un semplice evento. Devono diventare un’opportunità, un punto di partenza, per poter costruire un futuro oltre il turismo sportivo. Le parole di Lorraine Berton al Corriere delle Alpi:
«Milano-Cortina 2026 non è soltanto un grande evento sportivo. E una straordinaria piattaforma economica e industriale per il Paese e per i territori di montagna». Con queste parole Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti e del Gruppo Tecnico Olimpiadi, Grandi Eventi Economia della Montagna, ha sintetizzato gli esiti di uno studio condotto dalla Rivista di Politica Economica e presentato ieri a Milano, presso Casa Italia, quartier generale del Coni e degli atleti italiani durante le Olimpiadi invernali.
Il commercio mondiale dei beni sportivi «core» vale 128 miliardi di euro. L’Italia è quinta esportatrice mondiale, con 4,7 miliardi di export. Dietro lo sport ci sono manifattura, innovazione, design, filiere produttive ad alto valore aggiunto. Oltre al turismo, con la spesa legata allo sport che ogni anno vale intorno ai 12 miliardi di euro.
I numeri, snocciolati nel corso della presentazione, sono stati alla base della discussione che si è sviluppata nel corso dell’evento, che ha messo in luce i ritardi italiani sul fronte degli investimenti pubblici: il nostro Paese resta indietro. «Gli ultimi dati disponibili, relativi al 2022, indicano che la spesa per servizi sportivi e ricreativi è stata pari a 5,2 miliardi di euro, cioè 88 euro pro capite e appena lo 0,27% del Pil. Una quota inferiore rispetto ai principali partner europei» ha spiegato Berton, raggiunta a margine dell’evento. «Questo significa che la vera sfida non è organizzare bene l’evento, ma costruire una legacy solida. Le Olimpiadi durano poche settimane. Le infrastrutture, le imprese e le comunità restano».