Al Forum “Ansa Incontra” la presidente di Confindustria Belluno Dolomiti è stata chiara su cosa serva fare per sfruttare al meglio la legacy delle Olimpiadi. Partecipi alla conferenza anche Alberto Stefani e il docente Giulio Buciuni, che ha evidenziato le potenzialità di un Bellunese che «può diventare un grande laboratorio in cui le grandi imprese devono essere capofila». Scrive Il Gazzettino:
«Sono state Olimpiadi straordinarie per la nostra montagna, una grande legacy per il territorio. Cosa ci aspettiamo? Molto dipende da noi, la legacy è responsabilità di chi questo territorio lo vive». Lorraine Berton, presidente Confindustria Dolomiti Belluno e presidente del Gruppo Tecnico Olimpiadi, grandi eventi ed economia della montagna di Confindustria, va diretta al punto durante il Forum “Ansa Incontra” di ieri (26 febbraio, ndr).
Chiuso il capitolo Olimpiadi, in attesa delle Paralimpiadi, inizia la vera sfida. Quando i riflettori si spengono e si fanno i conti con ciò che resta. Al forum di ieri hanno preso parte anche Giulio Buciuni, professore associato al Trinity college di imprenditorialità e innovazione e coordinatore del comitato scientifico della Fondazione Nordest, e Alberto Stefani, presidente della Regione Veneto. Buciuni ha fatto notare che la provincia di Belluno «è uno dei grandi territori industriali italiani, uno dei grandi centri mondiali dell’occhialeria. Però c’è oggi la necessità di aggiornare le competenze e metterle a sistema con nuovi modelli di business. Ecco che il Bellunese – ha detto il docente – può diventare un grande laboratorio in cui le grandi imprese devono essere capofila. E la regia del terzo settore sarà fondamentale per disegnare l’orizzonte di sviluppo».
Cosa serve agli imprenditori, dunque? Risponde Berton: «Siamo pronti per ospitare progetti all’avanguardia ma vorremmo essere più accompagnati dalla politica. Ci troviamo 20 passi avanti rispetto a chi dovrebbe occuparsi di questi temi. Siamo una delle prime Confindustrie con delega al welfare e nel Bellunese lo stipendio medio è il più alto del Veneto, siamo tra le province più industrializzate d’Europa ma manca – sottolinea – quello che manca a tutto il Paese, una burocrazia più snella. I tempi della globalizzazione sono strettissimi».