Strade, lavoro, turismo e molto altro ancora. Dopo la cerimonia di chiusura è giunta l’ora del bilancio economico-sociale di queste Olimpiadi. Si legge nel Corriere delle Alpi:
Ora che la fiamma è spenta, le luci abbassate, le medaglie sfilate dal collo e le passerelle vip tornate deserte, ora che le Olimpiadi sono finite, ecco, ora è il momento del redde rationem. E il bilancio non è più del medagliere che tante soddisfazioni ci ha regalato, ma quello economico e sociale: le eredità che il gigantesco investimento pubblico rappresentato da Milano Cortina 2026, ha lasciato al territorio. Il conto non è solo dei soldi spesi e incassati, ma sta nel rapporto tra gli obiettivi indicati nel dossier di candidatura e quelli realmente conseguiti.
Ci vorrà tempo per capire se impianti sportivi come la pista da bob resteranno attrattivi, se le varianti stradali taglieranno le code, o quanti posti di lavoro sopravviveranno dei 13.800 creati. Nel frattempo, i rilievi possibili sono quelli con le primissime cifre, che viaggiano sull’onda dell’entusiasmo dei Giochi. L’assessore all’Economia Massimo Bitonci parla di un volano per il Veneto superiore al miliardo di euro. Calcolato facendo riferimento a diversi aspetti: «Un evento globale che lascia un patrimonio tangibile e intangibile: infrastrutture moderne, servizi più efficienti, un sistema sanitario rafforzato, un’offerta culturale valorizzata e una promozione senza precedenti delle eccellenze produttive e dei prodotti tipici», si legge in una nota diffusa ieri da Palazzo Balbi.