Emanuele Maierotti apre a Perarolo un’attività che punta a fornire servizi alla ciclovia Monaco – Venezia
L’unione tra volontà e passione, tra bandi pubblici e privato, tra le istituzioni e il sogno di un ragazzo. È nata così, a Perarolo di Cadore, la ciclofficina di Emanuele Maierotti, un’attività frutto di impegno e collaborazione tra un comune montano con meno di 400 abitanti e il trentaduenne cadorino.
Dopo una dozzina di anni da dipendente in un’occhialeria e in un’officina meccanica, nella quale continua a lavorare part-time, Emanuele ha aperto, a giugno 2025, una ciclofficina nel bel mezzo del paese dove ha sempre vissuto. L’avvio dell’attività è stato possibile, oltreché per la passione e l’entusiasmo, anche grazie a una serie di finanziamenti pubblici, provenienti dai bandi ‘Imprese Borghi’ del PNRR e ISL02 del GAL Alto Bellunese.
«Il progetto, devo dire, c’era già, ma prima di tradursi in realtà il 1 giugno 2025 ci sono stati un paio di anni di progettazione nei quali mi sono reso conto di cosa volesse dire aprire un’attività mia», racconta Emanuele. «La nascita di questa avventura è frutto della passione per le bici che ho fin da bambino. Ho sempre pedalato di qua e di là, in paese e nei boschi che lo circondano. Mi è sembrato di avere un parco giochi infinito davanti agli occhi, grazie al posto in cui sono nato e cresciuto. Ogni volta che mi muovo mi rendo conto di essere in uno dei luoghi più belli del mondo, che attende solo di essere percorso con rispetto per godere di questo immenso patrimonio. Pedalando così tanto, poi, è normale che la bici si rompesse e si dovesse trovare un modo per sistemarla».
Lavorare nel settore bici è sempre stato un sogno nel cassetto per Emanuele, e probabilmente senza l’impegno delle amministrazioni lo sarebbe sempre stato. «La possibilità di aprire una ciclofficina è arrivata quasi per caso. Il comune di Perarolo, partecipando al bando ‘Imprese Borghi’, ha ricevuto 1,6 milioni di euro in fondi pubblici e messo in piedi una serie di attività in paese per riqualificare il borgo storico e culturale che è sempre stato». Tra queste iniziative vi era proprio la necessità di trovare un ambiente dedicato ad una ciclofficina. Perarolo è infatti un punto strategico per il cicloturismo, sia per la componente di sportivi locali che per il passaggio nel borgo della ciclovia Monaco – Venezia, percorsa ogni anno da oltre 30 mila cicloturisti secondo le stime.

«È stata un’occasione davanti alla quale mi sarebbe dispiaciuto stare in disparte e guardare – continua Emanuele –. Ho messo mano ai risparmi di una vita per poter partire, dato che un’impresa come questa che utilizza attrezzi richiede molti soldi da investire. Ho scelto di rischiare, impegnandomi senza guardare indietro». E questo impegno è stato apprezzato anche dal GAL Alto Bellunese, che con il bando ISL02 ha stanziato dei fondi (un contributo di 12 mila euro ad attività) per finanziare l’avvio delle giovani imprese, proprio come quella di Emanuele. «Avevamo la possibilità di creare qualcosa di nuovo e di utile socialmente. Gli investimenti giusti, con persone appassionate, possono davvero fare la differenza in questi piccoli centri. È stata brava l’amministrazione a credere nel progetto, e mi sento di dire che sono stato bravo anche io a cogliere la palla al balzo. Per il momento i costi superano le entrate, ma al primo posto metto sempre la soddisfazione personale».
«Non so se è intraprendenza o incoscienza – conclude Emanuele – ma non ho paura. Le cose in montagna si possono fare. Abbiamo una rete di persone che lavorano nel pubblico che sono pronte a dare una mano. Mi piace pensare che ci sia stata questa sinergia, tra me che vagavo nel buio e le istituzioni locali su cui appoggiarmi. Bisogna solo avere il coraggio di buttarsi».