A Calalzo di Cadore, il centro strategico dell’azienda governa la rete nazionale: 46 punti vendita, investimenti tecnologici e integrazione tra benessere visivo e retail
Ottica Demenego chiude il 2025 con oltre 53 milioni di euro di fatturato e 46 punti vendita attivi. Numeri che raccontano la crescita di un modello capace di integrare retail e e servizi per la vista in un mercato sempre più orientato alla qualità dell’esperienza e alla personalizzazione del servizio.
«Non è una crescita spinta dalla quantità, ma dalla qualità», chiarisce l’amministratore delegato Alessandro Donadelli. «Il nostro obiettivo è offrire un’esperienza completa in cui competenze, tecnologia e rapidità di risposta convivono nello stesso spazio».

Fondata nel 1960 dalla famiglia De Menego, l’azienda ha accelerato lo sviluppo negli ultimi anni. Il 2020 segna una svolta, con l’ingresso di Vam Investments e la nomina di Donadelli alla guida del Gruppo; a fine 2024 il passaggio della maggioranza a Montefiore Investment rafforza ulteriormente il progetto industriale, confermando il management e sostenendo un piano focalizzato sull’espansione organica e sull’innovazione del modello retail.
«In pochi anni abbiamo più che raddoppiato il giro d’affari e ampliato la rete da una quindicina di negozi a 46», osserva Donadelli. «Scalare, per noi, significa rendere il modello solido e replicabile, non semplicemente moltiplicare i punti vendita».

Strategia per la crescita
La strategia territoriale segue una traiettoria precisa. Completato il presidio in Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige, Demenego ha concentrato l’espansione su Emilia-Romagna e Lombardia, considerate lo sbocco naturale della rete. «In Emilia-Romagna siamo partiti da Parma nel 2022 e oggi siamo presenti anche a Ferrara, Ravenna, Castelfranco Emilia e Castenaso», spiega Donadelli. «Stiamo valutando una nuova apertura nell’area di Bologna». In Lombardia il gruppo è presente con cinque punti vendita in provincia di Brescia.
Alla crescita della rete si accompagna un investimento strutturale sulle persone. Il costo del lavoro pesa per il 27% dei ricavi, una scelta coerente con un modello ad alta intensità di competenze. L’organico conta 327 dipendenti, con una media di sei addetti per negozio, prevalentemente ottici e optometristi. Dal 2024 il gruppo ha inoltre avviato una strategia di azionariato allargato rivolta a manager e store manager e di condivisione del profitto con tutto il team, per rafforzare il senso di appartenenza in una fase di forte crescita.
Headquarter tra le Dolomiti
È a Calalzo di Cadore che si concentra la regia dell’intera rete. Dall’headquarter bellunese — cuore organizzativo e digitale del Gruppo — vengono coordinati processi, comunicazione e standard operativi di tutti i punti vendita, negozio per negozio. Un centro direzionale che non è solo amministrativo, ma vero e proprio cervello tecnologico di una catena retail che sta consolidando la propria presenza a livello nazionale.

Il cuore del modello è l’innovazione di processo. Tutti i punti vendita operano secondo logiche di Industry 4.0 e sono progettati come vere e proprie piattaforme di servizio: spazi di circa 500 metri quadri che integrano esame della vista , consulenza e produzione interna. Ogni negozio è dotato di strumentazione tecnologica avanzata, per un investimento medio di 150 mila euro nella sola area dei servizi ottici, e offre un assortimento che supera le 4-5 mila montature e oltre 3 mila lenti. «Questa struttura ci consente di ridurre i tempi e di minimizzare il rischio di errore lungo l’intero percorso del cliente», sottolinea Donadelli.
La digitalizzazione è totale e rappresenta uno dei principali fattori di scalabilità del modello. «Abbiamo eliminato la comunicazione analogica», spiega l’amministratore delegato. «Tutti i punti di contatto sono digitali e governati dal nostro headquarter di Calalzo di Cadore, negozio per negozio». Il cliente viene registrato già in fase di cassa e i dati sono condivisi in tempo reale su tutta la rete, garantendo lo stesso standard di servizio in ogni punto vendita. Un’infrastruttura centralizzata che assicura continuità, tracciabilità e uniformità dell’esperienza, con benefici concreti in termini di qualità, trasparenza e affidabilità.
Innovazione digitale e sostenibilità
A sostenere la marginalità contribuisce la crescita del prodotto a marchio proprio, che rappresenta il 42% dei volumi e il 23% del valore, grazie a house brand come Opera, Demenego, Nazareno Corsini e Airforce e le licenze Enrico Coveri, Laura Biagiotti e SBK. È inoltre operativo un configuratore digitale Made in Italy per occhiali su misura, capace di combinare parametri visivi, preferenze stilistiche e dati biometrici in oltre 600 mila configurazioni possibili.

Nel 2025 il Gruppo ha presentato il primo bilancio di sostenibilità, affiancato da interventi concreti come l’installazione di pannelli fotovoltaici in alcuni negozi e il rinnovo del parco auto. Ogni punto vendita è dotato di un green ambassador, incaricato di monitorare e promuovere le pratiche ambientali e di tradurre gli obiettivi ESG nelle attività quotidiane.
Lo sguardo al 2026 resta improntato alla selettività. «Vogliamo continuare a crescere senza snaturare il modello», conclude Donadelli. «Investendo su competenze, tecnologia e radicamento territoriale».