Dopo il debutto culturale a Milano, una selezione di occhiali sportivi sarà esposta nella Dolomiti Lounge per i Giochi invernali 2026
La mostra ‘The Lens of Time’, presentata a MIDO 2026 come principale appuntamento culturale della manifestazione, chiude l’edizione milanese con un riscontro di pubblico e avvia ora una nuova tappa legata alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026. Una selezione di occhiali sportivi esposti in fiera sarà infatti riallestita a Cortina d’Ampezzo nella Dolomiti Lounge, in collaborazione con Fondazione Cortina.

The Lens of Time’ ricostruisce la storia dell’occhiale attraverso pezzi d’epoca e modelli simbolo, mettendo in relazione manifattura, design e uso sportivo. Il percorso è pensato come un anello che richiama la forma dell’occhiale e accompagna il visitatore lungo una narrazione cronologica: dalle origini e dalle prime sperimentazioni fino agli oggetti legati alla pratica sportiva e, in particolare, agli sport invernali.

Il passaggio a Cortina punta proprio su quest’ultimo segmento. L’allestimento in quota proporrà una selezione di esemplari legati alla montagna e alle discipline sulla neve, inserendoli nel contesto dell’accoglienza olimpica. «Portare ‘The Lens of Time’ a Cortina è la naturale evoluzione di un percorso iniziato a Venezia e consacrato a Milano», afferma la direttrice del Museo dell’Occhiale, Daniela Zambelli. «È una testimonianza di come la tradizione, sostenuta da partner come ANFAO, possa diventare un ponte verso i grandi eventi internazionali».

A rendere possibile l’evoluzione del progetto è stata anche la collaborazione con ANFAO, che ha sostenuto l’idea di riproporre e ampliare l’allestimento già presentato lo scorso anno a Venezia, a Palazzo Flangini, portandolo poi a MIDO con una proiezione internazionale.

In fondo, i dettagli dell’iniziativa: la mostra è curata dallo storico dell’arte Alessandra Cusinato e dall’architetto Daniela Zambelli. L’allestimento scenografico è firmato da Francesco Pagliariccio. Il percorso riunisce tre collezioni, dalla Fondazione Museo dell’Occhiale di Pieve di Cadore alla collezione della Famiglia Vascellari di Venezia, fino a “Arte del Vedere” di Lucio Stramare. Il progetto ha inoltre coinvolto i collezionisti Lucio Stramare e Roberto Vascellari e la cura grafica di Roberto Casanova.


















