Dai nuovi impianti al Piano del Verde: la strategia di Belluno

Censimento su sistema informativo territoriale e interventi mirati: nuove piante dove gli esemplari sono ammalorati o pericolanti

Gli interventi di ripiantumazione in corso da metà marzo lungo la viabilità del centro storico, tra via Cavour, via Segato e via Dante Alighieri, fanno parte del Piano del Verde elaborato dal Comune di Belluno. Lo spiega una nota stampa dell’amministrazione.

La maggior parte degli esemplari da sostituire sono tigli del tipo Tilia x vulgaris Hayne, un ibrido. Al loro posto verranno piantati tigli selvatici (Tilia cordata), specie autoctona ritenuta più adatta al contesto urbano. La scelta è tecnica ma anche strategica: il tiglio selvatico ha un accrescimento più contenuto in altezza e una minore capacità pollonifera, caratteristiche che aiutano a limitare i danni a pavimentazioni, marciapiedi e viabilità e, allo stesso tempo, a ridurre la necessità di manutenzioni frequenti e costose.

Il Piano del Verde

L’intervento, sempre secondo la nota del Comune, si inserisce in una strategia più ampia di gestione del verde urbano. Negli ultimi mesi l’amministrazione comunale si è dotata di un censimento del patrimonio arboreo basato su sistema informativo territoriale: uno strumento aggiornabile che punta a rendere più precisa la programmazione delle manutenzioni.

Un lavoro capillare motivato anche dalla consistenza del verde cittadino, composto da migliaia di elementi distribuiti nell’area urbana.

«La ripiantumazione non è solo un gesto simbolico, ma un investimento concreto sulla qualità della vita in Città – sottolinea il sindaco, Oscar De Pellegrin -. Significa restituire verde, ombra e benessere ai cittadini, scegliendo specie più adatte e sostenibili nel tempo. Secondo il rapporto Ecosistema urbano di Legambiente e Ambiente Italia del 2024, la città italiana con più alberi è Belluno con 200 alberi ogni 100 mila abitanti, un primato di cui andiamo fieri e che vogliamo difendere prendendoci cura del nostro verde urbano e sostituendolo dove ammalorato e pericolante».

Gli abbattimenti

Nel Piano del Verde, spiega il Comune, ogni intervento parte da analisi e verifiche sullo stato delle alberature, con un doppio obiettivo: cura del patrimonio esistente e sicurezza pubblica. In ambito urbano, dove le piante insistono su aree frequentate e spesso hanno grandi dimensioni, il tema è centrale.

Le valutazioni tecniche, affidate a professionisti qualificati – agronomi e dottori forestali -, servono a individuare criticità non sempre visibili. Alberi apparentemente sani possono presentare compromissioni strutturali o fitosanitarie che li rendono instabili, con rischi di cedimenti di rami o dell’intera pianta anche in caso di vento forte o nevicate.

Per questo, gli abbattimenti disposti dal Comune vengono ricondotti a verifiche tecniche e alla tutela delle persone. L’impostazione descritta nella nota è quella di una gestione non arbitraria’, supportata da dati e accompagnata, nella maggior parte dei casi, da nuove piantumazioni.

Lo stesso metodo è stato alla base dell’intervento nel quartiere di Nogarè: uno studio condotto nel 2021 ha valutato la stabilità di 23 esemplari nel Parco di Nogarè. Dall’analisi è emersa la necessità di abbattere 7 piante, ritenute a fine ciclo, in deperimento e con compromissioni strutturali e fitosanitarie considerate tali da rendere inevitabile la rimozione. Contestualmente, sono già state individuate specie e modalità di sostituzione per i nuovi impianti.

Giornata internazionale delle foreste

L’insieme delle azioni, conclude la nota del Comune, assume un significato particolare con l’avvio della primavera e in prossimità della Giornata internazionale delle foreste, celebrata il 21 marzo. Istituita nel 2012 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, la ricorrenza richiama l’attenzione sul ruolo delle foreste come sistemi complessi: regolazione del clima, tutela della biodiversità, protezione del suolo e sostegno alle comunità. Il tema scelto per il 2026 è “Foreste ed economie”, con l’obiettivo di mettere a fuoco anche il valore sociale ed economico delle risorse forestali, in termini di lavoro, sostentamento e resilienza.