Un nuovo ITS Digital come tassello del polo che Confindustria sta costruendo a Belluno, con la Luiss Business School al vertice.
Se, in termini di risorse umane, il bisogno delle imprese è l’ingresso di profili tecnici specializzati con competenze digitali avanzate, la risposta sta nell’insediamento di nuove iniziative di alta formazione. Venerdì 10 aprile Confindustria Belluno Dolomiti ha chiamato a raccolta il mondo industriale per verificare le condizioni di attivazione di un Istituto tecnico superiore dedicato alle competenze digitali a partire dall’anno scolastico 2027-2028. A Palazzo Bembo, già sede di diverse iniziative formative, numerose aziende hanno incontrato Stefano Ziroldo, direttore dell’ITS Digital Academy ‘Mario Volpato’, operativo in Veneto dal 2021.
La formazione è forse il principale filone che ha caratterizzato l’iniziativa di Confindustria negli ultimi anni e deriva dalla presa d’atto del ritardo del Bellunese. Un ritardo, in termini culturali prima ancora che numerici, scontato dalle imprese innanzi tutto e che minaccia i livelli di benessere attuali, erroneamente considerati acquisiti e definitivi.
Lorraine Berton, presidente dell’associazione tra gli industriali, sottolinea non a caso come «solo creando nuove competenze si possa guardare al futuro e alle tante sfide che abbiamo davanti e che si moltiplicano di giorno in giorno».
Avvicinare la generazione delle competenze al tessuto imprenditoriale significa irrobustirlo e offrire nuove leve per la competitività. Le scuole e l’alta formazione non producono ‘solo’ persone in grado di gestire tecnologie, ma diventano il tessuto connettivo di un ecosistema in cui la maggiore densità e gli scambi continui tra istituti formativi e imprese, favoriscono la circolazione di nuove idee, lo sviluppo di progetti complessi e l’efficienza nell’utilizzo delle risorse disponibili. In una frase, accelerano il passaggio da distretto tradizionale a ecosistema dell’innovazione.
Qualora dovesse essere attivato, il nuovo Istituto superiore per le competenze digitali rafforzerebbe il polo della formazione che Confindustria sta creando a Belluno, il cui vertice è la Luiss Business School.
«Si tratta di un ulteriore tassello nel mosaico delle competenze che da tempo stiamo componendo, coinvolgendo tutti, dalle scuole di ogni ordine e grado alle Università», dice Berton, pronta a ricordare quanto sia importante lo strumento dell’ITS: «Crediamo nell’alta formazione tecnica. Lo abbiamo dimostrato con l’attivazione dell’ITS Meccatronico e il supporto continuo all’ITS dell’occhialeria, iniziative di successo che garantiscono il turn-over delle competenze dentro le nostre fabbriche».

All’incontro con le imprese è seguito anche un confronto con i soggetti istituzionali, a partire dal sindaco del Comune di Belluno, Oscar De Pellegrin, in un’ottica di programmazione condivisa su un tema strategico per l’attrattività del territorio bellunese. «Soltanto insieme alle istituzioni del territorio, a cominciare dall’amministrazione del capoluogo, possiamo portare a termine il nostro progetto di una città a misura di studenti, punto di riferimento negli studi per l’intera area dolomitica e dell’innovazione, capace non solo di trattenere i talenti locali ma anche di attrarre quelli esterni», conclude Berton.
«Le imprese hanno dimostrato grande interesse e questa è la base di partenza di ogni ragionamento», spiega Gianluca Vigne, vicepresidente di Confindustria Belluno Dolomiti con delega all’Università e all’alta formazione: «Con l’incontro di oggi avviamo un percorso operativo: non solo vogliamo capire se vi sia un interesse generale per un nuovo ITS Digital ma soprattutto vogliamo creare figure professionali preziose per il futuro dei giovani e del tessuto imprenditoriale bellunese».
Lo stesso Vigne ricorda come l’ITS sia un percorso post-maturità della durata di due anni che alterna ore di lezione in aula a tirocini in fabbrica. «L’efficacia dell’ITS si vede nei numeri: quasi la totalità dei diplomati trova un impiego nell’ambito di competenza: questo deve essere un obiettivo comune per studenti, famiglie, scuola e imprese. Solo così possiamo garantire un futuro al nostro territorio e al suo cuore manifatturiero», conclude Vigne.
«L’amministrazione comunale», commenta il sindaco Oscar De Pellegrin, «sostiene con convinzione il progetto che prevede di realizzare nella città capoluogo un campus diffuso, unendo Palazzo Bembo ad altri spazi riservati all’alta formazione e all’innovazione, leve che rendono attrattivo e competitivo un territorio. È anche attraverso progetti di ampio respiro come questo, infatti, che diamo nuovo slancio alla città e, parallelamente, sosteniamo l’intera provincia in un processo di crescita economica e sociale. La collaborazione tra istituzioni, associazioni di categoria e sistema delle imprese diventa così la base per programmare lo sviluppo del nostro territorio».