Dalla tradizione all’inclusione: la slitta oggi

La visita di Flavio Menardi rafforza il messaggio della mostra che collega usi dolomitici, discipline sportive e sport paralimpico

Martedì 24 marzo il Museo Etnografico Dolomiti di Cesiomaggiore ha ospitato Flavio Menardi per una visita speciale alla mostra ‘La slitta fra tradizione, gioco e competizione’, promossa dalla Provincia di Belluno in collaborazione con Fondazione Cortina nell’ambito del progetto #SCIVOLARE.

L’atleta ha attraversato il percorso espositivo offrendo una chiave di lettura legata al presente: lo sport come esperienza che intreccia identità, appartenenza e possibilità di partecipazione. La visita si è trasformata presto in un momento interattivo grazie alla presenza degli studenti dell’Istituto Agrario di Vellai, protagonisti di un confronto diretto fatto di domande, curiosità e riflessioni.

Nel dialogo con i ragazzi, Menardi ha ripercorso non soltanto il proprio cammino sportivo, ma anche una storia personale segnata dalla determinazione e dalla capacità di rimettere in gioco i propri obiettivi. Un racconto che, nel clima informale della visita, ha contribuito a spostare l’attenzione oltre la prestazione, valorizzando lo sport come linguaggio comune tra generazioni.

La presenza dell’atleta ha inoltre rafforzato uno dei passaggi simbolici della mostra: lo spazio dedicato allo sport paralimpico, con l’esposizione di uno slittino per Para Ice Hockey, come segno concreto di come la slitta — da oggetto della tradizione dolomitica — possa essere anche strumento di inclusione e innovazione.

«Non esistono limiti che non possano essere ripensati», ha commentato Menardi. «Le Paralimpiadi di Milano Cortina hanno acceso i riflettori su quanto lo sport possa cambiare lo sguardo delle persone, sulla disabilità e sulle possibilità di ciascuno. Lo sport ti mette alla prova, ti costringe a reinventarti, ma ti insegna anche che ogni ostacolo può diventare una nuova partenza. Se questo messaggio arriva ai ragazzi, allora incontri come questo hanno davvero senso: significa lasciare qualcosa che va oltre la gara, oltre il risultato».

Visitabile fino al 30 aprile 2026, la mostra accompagna il pubblico in un viaggio che parte dalle pratiche quotidiane delle comunità di montagna — lavoro, gioco, vita sulla neve — e arriva alle discipline olimpiche e paralimpiche contemporanee. Tra slitte storiche, materiali d’archivio e installazioni multimediali, il percorso restituisce un patrimonio culturale in trasformazione, con lo sguardo rivolto anche ai prossimi appuntamenti sportivi invernali, come i Giochi Olimpici Giovanili del 2028.