A Sospirolo, ai piedi del Pizzocco, una micro-realtà agricola ha scelto di costruire il proprio lavoro attorno a una coltura che, ancora oggi, porta con sé pregiudizi e fraintendimenti: la canapa industriale. L’azienda è Dolomiti Canapa, attività a conduzione familiare avviata nel 2016, in concomitanza con la riapertura normativa alla coltivazione della canapa, con un obiettivo dichiarato: riportare la pianta alla sua dimensione originaria. «L’idea di partenza è trattare la canapa come una pianta, come fosse il mais, come fosse un’altra pianta vegetale. Quindi toglierle tutta questa valenza che è stata data anche ultimamente», spiega la titolare Elisa Colle.
Il contesto agricolo
Fin dall’inizio la canapa non è stata pensata come monocultura, ma inserita in un sistema agricolo più ampio. La proprietà conta circa cinque ettari complessivi tra prati e bosco, ma la superficie destinata alla coltura del seme si attesta stabilmente attorno a un ettaro, lasciando spazio anche ad altre produzioni locali, con l’obiettivo di diversificare le colture, ruotarle nel tempo e mantenere una scala produttiva coerente con quella di una micro-impresa agricola. Dal punto di vista agronomico, la canapa è una pianta annuale con una fase di fioritura che varia indicativamente tra le otto e le dodici settimane. Inserita nella rotazione delle colture, contribuisce a migliorare la struttura del suolo e a ridurre la presenza di infestanti grazie alla capacità di ombreggiare naturalmente il terreno. «È una pianta amica dell’uomo e amica dell’ambiente – sottolinea Elisa -. Non richiede grosse irrigazioni o pesticidi e aiuta tantissimo il terreno, rendendolo pronto per le semine successive».

Produzione e dimensioni
Sul piano produttivo, i numeri aiutano a dare una dimensione concreta all’attività. Con un ettaro coltivato, Dolomiti Canapa raccoglie mediamente circa sei quintali di seme. Da questa base, la lavorazione consente di ottenere circa 120 litri di olio e attorno ai 400 chilogrammi di farina, mentre una piccola quota resta come residuo di lavorazione. La trasformazione del seme è stata la prima direzione del progetto. Oggi la gamma alimentare comprende olio di canapa spremuto a freddo e farina destinata alla panificazione e ad altre lavorazioni come pasta e prodotti secchi. L’olio rappresenta uno dei prodotti identitari dell’azienda anche per i riconoscimenti ottenuti negli anni: Dolomiti Canapa è salita sul podio del concorso “Canapa è”, promosso dall’associazione Fracta Sativa UniCanapa, dedicato al miglior olio di semi di canapa, con un secondo posto (2020) e un terzo (2021).
Oltre l’alimentare
Accanto alla linea alimentare è stata sviluppata anche una gamma cosmetica naturale. In collaborazione con un laboratorio del territorio, l’azienda ha introdotto prodotti come saponette artigianali e creme per la cura della pelle a base di olio di canapa. La scelta nasce dalla volontà di utilizzare integralmente la materia prima: «Abbiamo introdotto la cosmetica per avere scadenze più lunghe e ricarichi maggiori – spiega Colle -. C’è una parte dell’olio che rimane torbida dopo la filtrazione. Noi l’abbiamo riutilizzata per fare della cosmetica. È un modo in più per non sprecare nulla e valorizzare tutta la materia prima». In questa direzione si colloca anche il riconoscimento ricevuto alla quarta edizione del premio Innovazione e Sostenibilità promosso dalla Camera di Commercio di Treviso-Belluno Dolomiti del 2023. La dimensione economica resta coerente con quella di una micro-impresa: il fatturato annuo si colloca attorno ai 30 mila euro e negli ultimi anni la linea cosmetica ha contribuito in modo significativo al suo consolidamento, con una strategia orientata alla filiera corta e a canali selezionati.

Distribuzione locale
I prodotti vengono distribuiti attraverso alcune farmacie del territorio e una rete di negozi tra Bellunese e Pordenonese, realtà alimentari attente alle produzioni naturali che affiancano ai prodotti alimentari anche una parte della linea cosmetica. L’obiettivo, per ora, è consolidare una rete commerciale stabile, compatibile con la scala produttiva dell’azienda. Per il futuro, più che puntare su una rapida espansione della canapa, la direzione è quella della diversificazione. Tra i progetti già avviati c’è la semina di circa mezzo ettaro di grano saraceno, con l’obiettivo di sviluppare una nuova filiera senza glutine da affiancare ai prodotti a base di canapa, con l’obiettivo di ampliare gradualmente la gamma agricola e intercettare nuove richieste del territorio.