Con gli eventi meteorologici degli scorsi anni, e dell’ultima estate in particolare, erano apparse evidenti le vulnerabilità della Valle del Boite. Per questo, un pulse doppler della Regione controllerà le frane di Borca e San Vito di Cadore. Ne parla il Corriere delle Alpi:
Un sistema tecnologico sperimentale per osservare in tempo reale le colate detritiche e migliorare la capacità di risposta alle emergenze, affiancando i dispositivi comunali. È questo l’obiettivo del progetto avviato dalla Regione del Veneto nella Valle del Boite. L’iniziativa si colloca in continuità con le politiche regionali di prevenzione, ma introduce un ulteriore livello di monitoraggio, con l’intento di potenziare la rete esistente. I sistemi oggi in uso, gestiti dai Comuni e dalla protezione civile locale, continueranno infatti a rappresentare il primo presidio sul territorio.
(…) La Regione Veneto ha destinato 150 mila euro ad Arpav, incaricata di sviluppare e testare un sistema radar “pulse-doppler” applicato al monitoraggio di tre bacini del rio Venco, considerati tra i più critici. Il funzionamento del sistema si basa sulla capacità del radar di rilevare movimenti anche minimi del materiale detritico lungo i versanti, restituendo informazioni in tempo reale. A differenza di altri strumenti, questa tecnologia può operare anche in condizioni di scarsa visibilità e durante precipitazioni intense. La stazione radar sarà installata su un traliccio posizionato in sicurezza, sul versante opposto rispetto alle aree monitorate. Oltre alle antenne, il sistema comprenderà una centrale di acquisizione dati, alimentata da pannelli solari, e una telecamera che permetterà di affiancare alla rilevazione strumentale una verifica visiva continua.