A Costa di Comelico Eleonora Doriguzzi e il marito Davide riportano all’agricoltura terreni abbandonati da quasi mezzo secolo
Immersa nel cuore delle Dolomiti del Comelico, nella frazione di Costa, si trova l’azienda agricola Frutto della Vita. Eleonora Doriguzzi, assieme al marito Davide, il 10 maggio del 2024 ha fondato l’azienda coltivando piante officinali e aromatiche, utilizzando terreni agricoli dismessi da più di 40 anni. Una storia di passione per la montagna e dell’attaccamento ai propri luoghi di provenienza che ha spinto Eleonora, nata e cresciuta a Costa di San Nicolò di Comelico, dopo anni di studio in città, a ritornare a casa e concretizzare la propria passione.
Questo è avvenuto grazie anche a Davide, suo compagno nella vita, originario della Bassa Padovana, che ha scelto di trasferirsi in montagna per realizzare insieme a Eleonora il progetto e il sogno che hanno costruito insieme.
«Io e Davide ci siamo incontrati durante il nostro percorso di studi. Entrambi siamo legati dalla passione per la montagna e per la natura. Dopo il tirocinio avvenuto in aziende agricole del Veneto, abbiamo pensato di creare un’attività agricola coltivando piante officinali in montagna» spiega Eleonora Doriguzzi. «Tutto è iniziato con un esperimento, ovvero recuperare dei fondi agricoli di famiglia dismessi da più di 40 anni. Dopo un anno di cura, lavorazione del fondo, di tutela dello strato sopra-sottosuolo, nel rispetto della ricca biodiversità delle nostre zone e dei cicli naturali, abbiamo seminato piante officinali, aromatiche e frutti rossi; abbiamo avuto subito un ottimo riscontro nella produzione. Così il 10 maggio del 2024 abbiamo deciso di aprire l’azienda che abbiamo chiamato Frutto della Vita, dove le nostre coltivazioni vengono svolte in maniera del tutto naturale, senza l’aggiunta di sostanze chimiche, seguendo il ciclo naturale delle colture. Le lavorazioni sono prevalentemente manuali, per garantire la massima cura e attenzione ad ogni singola pianta».
«Queste coltivazioni rappresentano un vero e proprio rifugio per la biodiversità locale: i nostri campi sono sempre animati dalla presenza di insetti utili come api, bombi e farfalle, che vivono in armonia con le piante sia coltivate sia spontanee. In questo modo, manteniamo un equilibrio naturale tra ciò che seminiamo e la flora spontanea che arricchisce i nostri terreni» spiega Eleonora.
Dalla coltivazione si passa alla trasformazione di infusi e fiori eduli (commestibili). A questi si aggiungono anche liquori in grappa e cosmetici naturali, che vengono prodotti in collaborazione con laboratori di trasformazione.
La vendita dei prodotti avviene attraverso fiere e mercati, presso alcuni negozi locali, l’e-commerce, e si può acquistare anche sul posto, presso l’azienda.
L’azienda ha scelto di aderire al progetto delle piccole produzioni locali (PPL) promosso dalla regione Veneto. Questa iniziativa si rivolge alle realtà agricole di dimensioni contenute, offrendo un supporto concreto per agevolare la gestione degli aspetti legati all’igiene e agli spazi di lavorazione.
Eleonora e Davide ancora non riescono a vivere esclusivamente di questa attività, e nel periodo invernale lavorano nel mondo della ristorazione, ma l’obiettivo è chiaro: «Vogliamo arrivare a poter vivere di questo tutto l’anno – spiega – La prossima stagione lavoreremo un nuovo campo per aumentare la produzione e diversificare la nostra offerta. Per la prossima stagione estiva, siamo attualmente impegnati nella fase di progettazione per avviare le attività legate al turismo rurale: visite guidate in azienda, collaborazioni con guide naturalistiche locali. Al momento, il progetto è ancora in fase di definizione. Non escludiamo in futuro l’apertura di un punto vendita per poter lavorare tutto l’anno. C’è molto da fare, al momento siamo io e mio marito, un passo alla volta raggiungeremo tutti i nostri obbiettivi».
Il messaggio che Eleonora e Davide vogliono dare ai giovani con la loro impresa è chiaro: «Noi abbiamo scelto di rimanere qui in Comelico in una chiave di riscoperta dell’agricoltura di montagna, che porta con sé numerose sfide, ma che dà tanta soddisfazione. La montagna è un luogo in cui chi ha il desiderio di restare può costruire la propria strada; le Terre Alte sono luoghi da scoprire e capire, in cui ognuno, se lo desidera davvero, può sviluppare il proprio progetto in armonia con l’ambiente montano».