Se l’energia idroelettrica è l’oro bianco della montagna, la provincia di Belluno di quest’oro ne ha parecchio. Palazzo Piloni ha perciò tirato le somme dei canoni idrici e svelato i crediti delle annualità 2023-2025. Scrive Il Gazzettino:
«Enel ci deve 50 milioni di euro, solo per le annualità 2023, 2024 e 2025». È il grido della Provincia, un ente per il quale una cifra simile farebbe tutta la differenza del mondo. Tra l’altro in un momento storico in cui gas, benzina e gasolio vanno alle stelle, è la conferma – non che ce ne fosse bisogno – del valore dell’acqua, e di quanto il Bellunese potrebbe essere autonomo se solo vedesse finire nel proprio portafoglio le risorse derivanti dallo sfruttamento idroelettrico. Una partita su cui Palazzo Piloni è molto attento, visto che nel 2029 le grandi concessioni andranno a scadenza e passeranno automaticamente alla Regione Veneto.
A quel punto bisognerà capire se torneranno sul mercato con cifre diverse da quelle attuali (stime recenti parlano di introiti possibili tra i 300 e i 400 milioni l’anno) o le centrali potranno essere gestite direttamente dal territorio, tramite una società mista pubblico-privata.