Regione e Università concordano sulle borse di studio per chi decide di rimanere a lavorare in loco

Il Corriere del Veneto riporta l’incontro del ‘Tavolo università’ riunito ieri a Palazzo Balbi, sede della giunta regionale.

Borse di studio dedicate per chi decide di lavorare in Veneto dopo la laurea, un Consiglio degli studenti in dialogo con la Regione, un Summer camp per unire le forze di accademia e impresa e ampliare l’offerta con soluzioni abitative sostenibili economicamente per chi si affaccia sul mondo del lavoro. Il tutto nel nome dell’attrattività. Tradotto: convincere gli studenti veneti a restare in regione e fare altrettanto con chi viene a studiare qui da altri territori. Il tema dell’attrattività ha tenuto banco in campagna elettorale perché l’emorragia di talenti verso l’estero e, peggio ancora, verso regioni vicine come Lombardia ed Emilia Romagna ormai è innegabile. Così ieri si è riunito a palazzo Balbi il primo «Tavolo università». A presiederlo il presidente della Regione Alberto Stefani ma il governatore non era solo. C’erano anche gli assessori Valeria Mantovan (Istruzione e Formazione) e Massimo Bitonci (Sviluppo economico, Ricerca e Innovazione), insieme con i rettori degli atenei veneti: Daniela Mapelli (Padova), Chiara Leardini (Verona), Tiziana Lippiello (Ca’ Foscari) e Benno Albrecht (Iuav).