di Lorraine Berton*
L’inclusione è un valore sociale, etico ed economico, che muove le aziende, le comunità e i territori. Per questo, oggi, come Associazione degli Industriali presentiamo un progetto che per noi vale molto e che arriva nel momento giusto, al termine di un percorso olimpico e paralimpico dove al centro è stata messa la persona, con i suoi talenti e i suoi sogni, la sua voglia di riscatto e di nuove opportunità.
“Impresa e Disabilità – Ogni Cosa è un miracolo” è molto più di un semplice spettacolo; è un festival di idee, arte e umanità che tocca il profondo delle nostre coscienze e che impegna tutti noi a responsabilizzarci per una società più giusta e inclusiva, dove ogni risorsa umana è preziosa e può costituire un valore aggiunto per l’intera comunità di appartenenza.
Non esiste soltanto l’innovazione dei prodotti, dei materiali e dei processi, esiste anche l’innovazione sociale, ovvero la consapevolezza che il mondo dell’impresa può fare la differenza a 360 gradi, ispirando nuovi modelli di società e migliorando gli stessi territori che ci stanno attorno. Crediamo, insomma, in una contaminazione positiva fra fabbriche, Istituzioni, società civile, enti del terzo settore, volontariato.
Anche l’inclusione, lo dico in altri termini, è un fattore di competitività. Consentire alle persone di esprimere i propri talenti e le proprie competenze è motivo di arricchimento generale. Così come è arricchente la capacità di andare oltre giudizi e pregiudizi per lavorare davvero tutti insieme, senza barriere materiali e immateriali.
Proprio per questo, all’inizio del mio primo mandato da presidente di Confindustria Belluno Dolomiti ho voluto con forza istituire una delega al welfare: siamo stati i primi in Italia a farlo e altri ci hanno preso a modello nel corso degli anni. Di questo ne sono orgogliosa.
Su questo fronte la nostra provincia non è seconda a nessuna. Anzi.
Lo dicono i numeri: sono oltre 1.600 le persone con disabilità che lavorano in quasi 800 aziende. Per non parlare della legge sulle assunzioni obbligatorie: una fotografia fatta nell’immediato post-Covid vedeva Belluno primeggiare con un tasso di applicazione della normativa del 70 per cento a fronte di una media regionale di 55 e di una italiana, ferma al 30.
Noi stessi come Associazione – insieme a una solida rete istituzionale – abbiamo portato avanti progettualità all’avanguardia, dalle cosiddette “palestre occupazionali” ai corsi di disability management. Abbiamo poi sostenuto concretamente alcune realtà del territorio, come la Misericordia di Longarone, da sempre baluardo della solidarietà nel Bellunese.
Certo, resta molto da fare per una vera integrazione, perché il supporto alle persone con disabilità deve essere totale: non può riguardare solo alcuni aspetti della vita, ma l’intera esistenza. Una esistenza che deve essere piena e non di serie B.
Una persona rispettata in tutte le sue dimensioni, che può autodeterminarsi, è un valore per tutte e per tutti.
Per questo, l’impegno della nostra Associazione – ancora una volta – è quello di non lasciare indietro nessuno, ma di avanzare tutti insieme.
Ringrazio i partner di questa iniziativa, in primis la Fondazione Esfesto, il Comitato Italiano Paralimpico del Veneto, il Coni Belluno. Grazie anche al Comune di Belluno, alla Provincia e alla Fondazione Venezia capitale Mondiale della sostenibilità.
Invito tutte e tutti a questo spettacolo di vita, in particolare le nuove generazioni, perché talento e competenze vanno accompagnate all’umanità, concetto che – visti gli scenari internazionali – vediamo continuamente messo in pericolo. Sta a noi rivendicare la nostra dimensione umana anche con queste iniziative.
- Lorraine Berton è presidente di Confindustria Belluno Dolomiti