‘Integralmente Sport e Cultura’, un ponte tra scuole e disabilità

Assi organizza dal 2013 il progetto per le classi seconde delle medie

Lo sport come ponte per creare e sviluppare una cultura della disabilità, a partire dalle scuole. Questo è l’obiettivo di ‘Integralmente Sport e Cultura’, il progetto promosso dall’associazione Assi con cinque istituti del territorio per far immergere i ragazzi nel mondo degli sport paralimpici. Partita lo scorso dicembre con un incontro al teatro Dino Buzzati insieme alla squadra nazionale di curling in carrozzina, rivolto in particolare agli studenti delle scuole superiori, l’iniziativa coinvolgerà in quest’altra fase le classi seconde delle medie, che nelle prime settimane di Aprile inizieranno un percorso di approfondimento e pratica. Il culmine sarà il 20 maggio con una giornata speciale alla Vhv Arena di Belluno, nella quale ogni ragazzo potrà provare le attività pensate dai coetanei delle altre classi. La vera novità di quest’anno, infatti, sta proprio in questo: mentre una volta erano i volontari e atleti di Assi a proporre le sfide e gli sport da provare, da quest’anno saranno gli stessi ragazzi a svilupparle: «Abbiamo approfittato delle Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano Cortina per fare qualcosa di diverso», racconta il presidente dell’associazione, Davide Giozet. «Abbiamo voluto che fossero proprio le scuole a proporre un progetto per portare avanti qualche disciplina legata agli sport invernali, per stare in tema. Nell’ultimo incontro alla Vhv Arena si vedranno perciò delle cose particolari, dal curling da seduti a percorsi bendati». Il lavoro sarà inoltre affiancato a incontri con esperti e testimonial dello sport paralimpico.

Portare nelel scuole la cultura della disabilità

Per Assi questa iniziativa non è per nulla una novità, ma parte integrante dello scheletro dell’associazione: «Il progetto è nato nel 2013 per portare nelle scuole un po’ di cultura della disabilità, facendo entrare gli studenti a contatto con il mondo dello sport paralimpico. Non potevamo scegliere uno strumento migliore», continua il presidente, che di sport non è certo un novizio. Davide Giozet vanta infatti una carriera da atleta paralimpico invidiabile, che spazia dall’atletica all’handbike — con tre Giri d’Italia e un campionato europeo nel palmarès — fino a diventare capitano della nazionale rugby in carrozzina e, negli ultimi tre anni, sfociare nel curling, nel quale è presto entrato nella squadra nazionale e ha commentato per la Rai proprio le scorse Paralimpiadi, alle quali era iscritto come riserva per gli azzurri. Giozet è stato inoltre il tedoforo che ha acceso il braciere olimpico in piazza dei Martiri a Belluno, in occasione del passaggio della fiaccola in città. 

Lo sport promuove socialità e autonomia

Perché lo sport è anche motore della società e socialità, e questo in Assi lo sanno bene: «L’Associazione è nata con uno scopo particolare», continua il presidente. «Eravamo un gruppo di amici con disabilità e ci siamo resi conto che in provincia mancava una prima risposta e un riferimento per quelle persone che, come noi, vi convivevano. Assi nasce per supportare e dare aiuto a tutta questa gente. L’idea è motivare le persone ad avere una vita attiva e sociale, tramite una serie di attività che danno loro la possibilità di ritrovare un po’ di autonomia e di tutto ciò che una volta era per loro la normalità. Lo sport è solo una di queste». 

Quindici anni di storia

Una storia che ha radici lontane, più di 15 anni fa. Continua, infatti, Giozet: «Siamo partiti da Cavarzano nel 2009. La nostra prima sede è stato il Comitato d’Intesa come ufficio e una palestra nelle vicinanze per le attività. Dal 2013 ci siamo poi spostati a Sedico, sia con la gestione che con la parte operativa, dato che ora tutti i corsi vengono svolti proprio lì. Abbiamo infine una sede staccata in Cadore, dove tutti i soci della zona usufruiscono delle attività. A oggi gli associati sono 150. Da poco abbiamo anche un pulmino con il quale possiamo andare a prendere a casa chi ha difficoltà a spostarsi. Adesso ci definiamo un vero e proprio centro per l‘autonomia perché, oltre alle attività di riabilitazione, c’è il supporto psicologico, la terapista occupazionale, corsi di cucina, informatica e lingua. Il tutto per poter creare, appunto, autonomie».

Una rete diffusa tra sport e sostenitori privati

E ‘autonomia’ è proprio la parola chiave per un’associazione che si impegna da tempo per queste cause sociali. Un’attività che non è per nulla semplice, ma che grazie a una rete di accordi e alleanze può continuare a sopravvivere, anche in un territorio come il Bellunese, nel quale i numeri non sono certo di spicco. Resta però che a Belluno le società con attività per disabili sono il doppio della media secondo un report di Sport e Salute, e questo grazie all’impegno di Assi e dei suoi collaboratori. «Ci danno una gran mano le società del territorio, come il Rugby Belluno o la Dolomiti Bellunesi per il calcio. Insieme a loro arrivano poi una serie di finanziamenti da parte di alcune banche, come la Banca Prealpi San Biagio o Cortina Banca, e anche dalle assicurazioni, come Vhv e Val Piave. Così facendo possiamo dare una mano al territorio», conclude il presidente Giozet.