Con Milano Cortina 2026 alle porte, il Bellunese si prepara a reggere un carico di mobilità senza precedenti. E la ferrovia – spesso percepita come l’anello debole nei collegamenti con le vallate – diventa invece uno dei pilastri del piano trasporti: più treni, orari allungati e stazioni ripensate come punti di scambio rapidi verso Cortina e il Cadore.
L’offerta durante i Giochi: frequenze più alte e cadenzamenti orari da metropolitana di superficie.
I numeri della programmazione dedicata (riassunti nell’infografica qui sotto) raccontano un salto di qualità soprattutto sulle direttrici che portano a Belluno.

Nel periodo olimpico dal 4 al 22 febbraio sono previsti:
- Padova–Belluno: 38 treni al giorno complessivi, con partenze cadenzate al minuto 07 da Padova (prima corsa 4.07, ultima 22.07) e rientri al minuto 34 da Belluno (prima 4.34, ultima 0.34).
- Venezia S. Lucia–Belluno: 39 treni al giorno complessivi (19 da Venezia, 20 da Belluno), con partenze al minuto 43 da Venezia (prima 3.43, ultima 21.43) e al minuto 20 da Belluno (prima 5.20, ultima 0.20).
- Belluno–Calalzo di Cadore: 34 treni al giorno complessivi (16 da Belluno, 18 da Calalzo), con prime corse attorno alle 6.30 e ultimi rientri fino alle 23.28.
Nel periodo paralimpico, dal 6 al 15 marzo, la griglia resta robusta sulle linee verso Venezia e verso Calalzo, mentre Padova–Belluno scende a 32 treni al giorno, con ultima partenza da Padova alle 21.07 e da Belluno alle 20.34.
Il quadro generale è coerente con quanto annunciato dal Gruppo FS: un’offerta del servizio Regionale potenziata verso il Bellunese, con l’obiettivo di rendere Belluno un accesso ferroviario più competitivo alle sedi di gara e ai servizi su gomma verso Cortina.
Aumentano i treni, diminuiscono le fermate in pianura
L’aumento delle corse richiede anche scelte operative. Trenitalia segnala che, in alcune finestre legate ai Giochi, diversi regionali sulla relazione Venezia–Treviso–Belluno subiranno variazioni e non effettueranno fermata in alcune stazioni minori (come Lancenigo, Spresiano e Susegana), proprio per sostenere la riprogrammazione dell’offerta e l’incremento dei treni.
Le stazioni ‘olimpiche’: Belluno, Ponte, Longarone e Feltre diventano nodi di scambio
Il potenziamento non è solo orario: è infrastrutturale. RFI indica che l’attivazione degli interventi in Veneto è prevista prima delle Olimpiadi, includendo elettrificazioni e adeguamenti che puntano a regolarità e integrazione della rete (con nuovi servizi diretti) oltre a interventi di accessibilità.
Sul fronte stazioni, i cantieri trasformano gli scali in hub più moderni e accessibili: Belluno (investimento indicato da RFI: 15 milioni) con restyling e miglioramenti per l’accessibilità; Ponte nelle Alpi (circa 20 milioni) con focus su intermodalità e prolungamento del sottopasso; Longarone (12 milioni) con nuovo sottopasso e adeguamenti; Feltre (3 milioni) con riorganizzazione del piazzale e restyling dell’edificio.
In parallelo, la porta di ingresso verso Cortina sarà Ponte nelle Alpi: qui è previsto il punto di interscambio treno-bus tipo ‘Transport Mall’ per instradare i flussi di spettatori e accreditati verso i mezzi dedicati.
L’ultimo miglio verso Cortina: il ‘Link’ treno+bus
La logica è chiara: arrivare in ferrovia fin dove si può, poi completare il tragitto in autobus. Trenitalia promuove il Cortina 2026 Link, con partenza dei bus dal piazzale della stazione di Ponte nelle Alpi e arrivo al terminal spettatori di Cortina.
La sfida, adesso, è far funzionare il sistema anche nei picchi: come ha evidenziato la stampa locale, l’organizzazione dei flussi e l’integrazione ferro-gomma diventano decisive per evitare congestioni sulla viabilità ordinaria.