L’azienda bellunese integra coltivazione e ricerca scientifica. All’attivo le collaborazioni con gli atenei di Padova, Trieste e Camerino e investimenti in ricerca e sviluppo tra i 100 e i 150 mila euro l’anno
In un settore spesso legato a lavorazioni tradizionali, la Società Agricola Moldoi ha scelto una strada tecnologica precisa: l’estrazione a fluidi supercritici. Una metodologia avanzata che consente di lavorare le piante officinali senza solventi chimici, mantenendo intatta la qualità dei principi attivi. Una scelta che ha orientato lo sviluppo dell’azienda di Sospirolo verso un modello integrato, dove coltivazione, ricerca scientifica e trasformazione interna convivono nella stessa filiera.
«Siamo tra le pochissime aziende in Italia a utilizzare questa tecnologia completamente green. Ci permette di estrarre il cuore della pianta, senza alterarne i principi attivi», spiega Nicola De Zordi, fondatore della società. Attiva nel Bellunese, Moldoi nasce nel 2016 con l’obiettivo di unire conoscenza scientifica e applicazione concreta. «Nasce da un sogno», racconta De Zordi che inoltre è anche farmacista con un dottorato in tecnologie farmaceutiche e chimico-farmaceutiche. «L’idea era creare un’azienda basata sulla conoscenza delle piante e fare prodotti innovativi, sia nella formulazione sia nella tecnologia applicata».

Dopo una prima fase dedicata alla progettazione degli spazi, all’accreditamento ministeriale per la produzione alimentare e alla definizione dei protocolli, l’attività entra a regime nel 2019. Da allora il percorso è stato graduale, sostenuto da investimenti continui in strumentazione e sviluppo. La realtà non si limita alla coltivazione. Integra internamente l’intera filiera: dalla materia prima all’estrazione, fino alla formulazione e al confezionamento del prodotto finito. Questa tecnologia rappresenta uno dei nuclei centrali dell’attività, insieme allo sviluppo di integratori e prodotti cosmetici realizzati sia con marchio proprio sia per conto terzi.
La dimensione scientifica non è accessoria. Ogni anno vengono investiti tra i 100 e i 150 mila euro in ricerca e sviluppo, con collaborazioni attive con gli atenei di Padova, Trieste e Camerino. Il lavoro comprende anche contributi a pubblicazioni e studi internazionali dedicati alle piante officinali e alle loro applicazioni. L’approccio è quello di un’impresa agricola che ragiona con strumenti tipici dell’industria farmaceutica, mantenendo però un legame diretto con la terra e con il territorio dolomitico.

Negli anni la struttura si è ampliata. Oggi, insieme al socio Galvano Jr. Dotta, farmacista e con un master in cosmetologia, conta circa dieci unità operative, con ulteriori inserimenti previsti, e ha recentemente esteso gli spazi produttivi in vista di nuovi investimenti tecnologici. Accanto alla linea a marchio proprio, dedicata al benessere quotidiano, l’azienda sviluppa formulazioni personalizzate per altre realtà, offrendo un servizio che comprende progettazione, produzione e packaging.
«Ci consideriamo un po’ dei sarti – afferma De Zordi – cuciamo il prodotto su misura per il cliente». L’attività ha progressivamente assunto una dimensione nazionale e internazionale. Le collaborazioni spaziano dall’Italia ad altri Paesi europei fino a mercati extraeuropei. Il territorio non è percepito come un limite, ma come punto di partenza. «Non è il posto che fa la differenza, ma la mentalità delle persone. Noi lavoriamo sotto il Pizzocco, ma viaggiamo in tutto il mondo». Tra le sfide più complesse affrontate nel tempo vi è stata l’acquisizione di credibilità. Ottenere la fiducia di aziende strutturate, in particolare in ambito farmaceutico, ha rappresentato un passaggio determinante.

«La sfida più grande è stata acquisire credibilità. Quando un’azienda farmaceutica decide di acquistare i tuoi estratti ogni anno, significa che riconosce serietà e qualità». La crescita è stata accompagnata dalla capacità di adattarsi ai cambiamenti degli ultimi anni, dalla pandemia alle difficoltà nelle catene di approvvigionamento. L’azienda ha progressivamente integrato competenze e servizi, fino a offrire un prodotto chiavi in mano controllato lungo tutta la filiera. Definire Moldoi con un’unica etichetta sarebbe riduttivo: «Siamo agricoli perché coltiviamo, artigiani perché lavoriamo la materia e imprenditori perché dobbiamo far quadrare i conti». Una sintesi che restituisce l’identità di una realtà capace di coniugare ricerca, produzione e visione imprenditoriale, dimostrando che anche in un contesto montano è possibile costruire un’impresa ad alta specializzazione, in grado di competere su mercati nazionali e internazionali.