Il distretto bellunese investe su Innovereye, alta formazione e open innovation per applicare le nuove tecnologie a prodotto e processo
L’occhialeria bellunese è nel pieno di una trasformazione che mette insieme tecnologia, organizzazione del lavoro e nuove competenze. In questo scenario, Confindustria Belluno Dolomiti sta costruendo un percorso che fa leva su diverse iniziative per rendere l’intelligenza artificiale un fattore concreto di competitività per il distretto: non solo sul fronte del prodotto, ma anche lungo i processi produttivi e decisionali.
Il presupposto è che la fase attuale richieda una regia di filiera e passa attraverso visione strategica, investimenti mirati e coordinamento tra imprese e attori del territorio. Vanno in questa direzione le azioni già avviate e altre in preparazione, con l’obiettivo di accompagnare l’evoluzione dei modelli produttivi, rafforzando l’ecosistema locale dell’innovazione.
Innovereye: una struttura dedicata alla sfida dell’IA
Il primo tassello è la nascita di Innovereye, ricorda la presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, Lorraine Berton, il cui scopo è supportare «le imprese del comparto, e più in generale del manifatturiero, nell’affrontare la sfida epocale rappresentata dall’intelligenza artificiale. Si tratta di un passaggio cruciale per rafforzare la competitività del distretto, accompagnando l’evoluzione dei modelli produttivi in un’ottica di sviluppo integrato della filiera».
L’obiettivo: un polo di riferimento internazionale
Il lavoro su Innovereye si inserisce in un’ambizione più ampia, dice ancora la presidente, «che punta a posizionare il bellunese come un polo di riferimento internazionale per l’applicazione dell’intelligenza artificiale all’occhialeria. Un obiettivo che richiede un aggiornamento continuo delle competenze e una forte sinergia tra imprese, istituzioni, ricerca e sistema formativo».
Alta formazione: competenze per governare il cambiamento
Dentro questa cornice, un capitolo centrale riguarda la formazione avanzata. La linea è investire su percorsi già realizzati e su programmi in progettazione per portare sul territorio professionalità adeguate a gestire l’adozione dell’IA in modo strutturato. In questo contesto si inseriscono le iniziative già avviate e quelle in fase di sviluppo sul fronte dell’alta formazione: «Stiamo investendo in percorsi formativi avanzati, sia già realizzati sia in progettazione, per dotare il territorio delle competenze necessarie a governare il cambiamento tecnologico», dichiara Berton.
Open innovation: startup e collegamenti internazionali
Parallelamente, c’è il tavolo di lavoro avviato sull’innovazione aperta. La presidente di Confindustria Belluno Dolomiti evidenzia le «diverse iniziative con startup italiane e internazionali, tra cui il dialogo già avviato con un incubatore indiano, con l’obiettivo di favorire contaminazioni tecnologiche e accelerare i processi di innovazione».
Una missione all’estero per rafforzare l’aggiornamento tecnologico
Nella stessa direzione si colloca anche una missione internazionale in preparazione, focalizzata su questi temi e orientata a costruire connessioni operative con ecosistemi innovativi per rafforzare l’aggiornamento tecnologico delle imprese del distretto.
La ‘doppia traiettoria’: prodotto e processo
Per Confindustria Belluno Dolomiti, la partita dell’intelligenza artificiale non è riducibile alla sola innovazione di prodotto. La prospettiva, anzi, è quella di un doppio binario: dalla possibile evoluzione verso nuovi prodotti (come gli smart glasses) fino all’ottimizzazione dei processi produttivi, organizzativi e decisionali.
Infine, la presidente degli industriali bellunesi richiama l’attenzione su un aspetto centrale del dibattito: «La sfida dell’intelligenza artificiale non riguarda esclusivamente lo sviluppo di nuovi prodotti, come gli smart glasses, ma investe in modo significativo anche i processi produttivi, organizzativi e decisionali. È su questo doppio binario – prodotto e processo – che si gioca il futuro competitivo della nostra manifattura».
«Per questo – conclude – è fondamentale affrontare questa fase con un approccio sistemico, capace di coniugare innovazione, formazione e valorizzazione del capitale umano, elementi imprescindibili per garantire uno sviluppo sostenibile e duraturo del territorio».