A Pieve di Cadore avviate le celebrazioni per i 450 anni dalla morte del pittore. Inedito dialogo tra Pala Gozzi e Sommersione del Faraone in mostra fino al 29 marzo.

Nel suo paese natale, dove oggi si visita anche la Casa natale e dove negli anni si è consolidato un vero centro propulsore di studi e ricerche, Tiziano torna al centro della scena con l’avvio delle celebrazioni per i 450 anni dalla morte (1576–2026). L’occasione è l’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, dentro cui si inserisce la mostra-dossier “Tiziano e il Paesaggio”, aperta fino al 29 marzo.

Curata da Bernard Aikema e Thomas Dalla Costa, l’iniziativa è promossa da Magnifica Comunità di Cadore, Comune di Pieve di Cadore e Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore. Il cuore del progetto sta nel confronto dichiaratamente ravvicinato: un dialogo inedito tra due opere di fasi diverse, capaci però di illuminarsi a vicenda e di offrire al pubblico nuove piste di lettura.

Il dialogo: Pala Gozzi e Sommersione del Faraone

Da una parte c’è la Pala Gozzi (1520), capolavoro della prima maturità di Tiziano. Dall’altra la gigantesca xilografia con la Sommersione del Faraone (1549). Metterle l’una accanto all’altra, nel contesto cadorino, significa non solo osservare come muta il linguaggio dell’artista, ma anche come il paesaggio diventi via via un elemento sempre più decisivo: non semplice fondale, bensì spazio narrativo, culturale, persino politico.

Il punto di maggiore richiamo, anche simbolico, è l’arrivo a Pieve di Cadore della pala solitamente conservata ad Ancona, esposta qui per la prima volta nelle sue terre e in una posizione che ne valorizza la lettura. È un rientro temporaneo che, per la comunità locale e per chi segue la fortuna critica di Tiziano, assume il valore di un gesto: riportare un’opera-chiave nel luogo da cui quell’identità artistica ha preso avvio.

‘Titianus Cadorinus’: una firma, un’appartenenza

La ‘Pala Gozzi’ è inoltre ricordata come l’unica opera in cui Tiziano si firmi con orgoglio ‘Titianus Cadorinus’, riaffermando in modo esplicito il legame con l’origine cadorina. In quello stesso dipinto, sottolinea il dossier, compare anche la prima veduta pittorica moderna dell’area marciana di Venezia: un dettaglio che sposta l’attenzione dal solo soggetto sacro alla capacità dell’artista di costruire uno spazio riconoscibile, reale, e insieme carico di significati.

È qui che il tema del paesaggio smette di essere una categoria secondaria. Nel paesaggio di Tiziano – e nella sua progressiva autonomia – c’è un modo nuovo di guardare il mondo e di collocare le figure nel loro tempo, dentro un ambiente che non è neutro e che, anzi, orienta la percezione dell’opera.

Un avvio che prepara il secondo appuntamento estivo

La mostra-dossier non esaurisce, però, il programma celebrativo. Al contrario: introduce e anticipa le riflessioni che saranno al centro di un secondo importante appuntamento espositivo, annunciato a Pieve di Cadore a partire dal prossimo luglio. Il focus dichiarato è duplice: da un lato il ruolo innovativo del paesaggio nell’opera di Tiziano, dall’altro la sua fortuna internazionale, cioè il modo in cui quel linguaggio ha viaggiato, è stato recepito, trasformato.

Una mostra oltre la ricorrenza

Al di là della cornice celebrativa – inevitabile, e legittima – la partita che si gioca a Pieve di Cadore sembra un’altra: usare l’anniversario e la vetrina olimpica per consolidare un’idea di territorio come luogo di ricerca, non solo di memoria. Il Cadore non viene chiamato a fare da semplice sfondo turistico al suo artista più famoso: viene messo nelle condizioni di rivendicare un ruolo attivo, con istituzioni locali e centro studi come cerniera tra comunità, studiosi e pubblico.

In tempi in cui le grandi mostre tendono a vivere di eventi e numeri, un formato dossier – se sostenuto da contenuti solidi – ha il merito di puntare sulla qualità del confronto, su dettagli che cambiano lo sguardo, su letture che non si limitano alla superficie dell’icona. E, in questo caso, su un tema (il paesaggio) che parla molto anche a chi oggi vive e attraversa le Dolomiti: perché riguarda, in fondo, il modo in cui costruiamo il rapporto tra persone e luoghi.

Informazioni

La mostra-dossier Tiziano e il Paesaggio è a Pieve di Cadore ed è visitabile fino al 29 marzo nell’ambito dell’Olimpiade Culturale Milano Cortina 2026. Promuovono Magnifica Comunità di Cadore, Comune di Pieve di Cadore e Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore; curano Bernard Aikema e Thomas Dalla Costa.