Il presidente della Provincia, Roberto Padrin, intervistato dal Gazzettino a firma Damiano Tormen, annuncia la convocazione degli Stati Generali della provincia. Una due giorni, afferma il presidente per affrontare i nodi irrisolti del territorio:

«Il 23 e 24 gennaio raduneremo il mondo bellunese di ogni ordine e grado, con l’obiettivo di stilare un documento condiviso di azioni concrete e realizzabili per lo sviluppo del territorio. Non ci parleremo addosso, ma attraverso tavoli tematici con rappresentanti delle istituzioni nazionali e regionali costruiremo un programma che possa disegnare la provincia da qui ai prossimi anni».

Tra le tante questioni aperte, due assumono i contorni dell’emergenza, afferma il presidente:

«Lo spopolamento, che ormai è un dramma. E la carenza di lavoratori, dovuta anche alla carenza di alloggi, nonostante le case sfitte ci siano e in abbondanza. Ma su questo stiamo lavorando e sarà uno dei temi degli stati generali della provincia, che abbiamo messo in calendario appena prima delle Olimpiadi».

Nella stessa intervista Padrin individua tra gli strumenti da utilizzare per frenare lo spopolamento il finanziamento della spesa corrente dei Comuni attraverso il Fondo Comuni Confinanti:

«Solo finanziando servizi si contrasta davvero lo spopolamento. E lo dicono i numeri. Belluno nel 1994, trent’anni fa, contava quasi 212mila abitanti. Nel 2004 arrivava a 209mila. Oggi si ferma attorno a 197mila. È una situazione che si ritrova in quasi tutto l’arco alpino italiano e anche negli Appennini. Lo spopolamento delle aree interne e montane è inquadrabile nella diminuzione del 19% dei residenti. Ma non è un problema di montagna: la Val d’Aosta ha mantenuto quasi inalterati i suoi livelli demografici negli ultimi vent’anni. E Trento e Bolzano hanno visto un aumento consistente degli abitanti».