T-Hub studia la Dolomiti Innovation Valley

L’acceleratore indiano a Belluno per una serie di incontri promossi da Confindustria

T-Hub, uno dei principali incubatori di startup in Asia, ha dedicato una giornata a incontri nel Bellunese per conoscere le iniziative pubbliche e private a sostegno dell’innovazione tecnologica. L’iniziativa è stata promossa da Confindustria Belluno Dolomiti avvalendosi della collaborazione dl professor Giulio Buciuni, nell’ottica di rafforzare il percorso della Dolomiti Innovation Valley che unisce imprese, laboratori di ricerca e testing e alta formazione per trasformare il Bellunese in ecosistema dell’innovazione. Lunedì 9 marzo i responsabili dell’acceleratore indiano sono stati ospitati a Palazzo Reviviscar per una giornata di lavoro dedicata alle applicazioni dell’intelligenza artificiale nelle filiere produttive avanzate, con l’obiettivo di mettere in relazione fabbisogni industriali, casi d’uso concreti e opportunità di collaborazione internazionale.

Dopo la presentazione della Dolomiti Innovation Valley, del contesto produttivo locale e dei programmi in atto del primo centro internazionale per l’applicazione dell’intelligenza artificiale nell’occhialeria, insediato a Belluno con Innovereye, le tavole rotonde con alcune imprese innovative hanno posto l’accento su fabbisogni e possibilità di collaborazioni con un Paese che sta investendo in modo imponente sull’adozione di soluzioni tecnologiche.

«T-Hub è ormai un riferimento per l’intero continente asiatico», afferma Giulio Buciuni. «In Europa è presente con iniziative in diversi paesi, dalla Gran Bretagna alla Svizzera con un programma specifico che si chiama T-Bridge grazie al quale mette in connessione le imprese e ne sostiene la crescita globale attraverso una rete di acceleratori, università e organizzazione governative». Il programma, spiega il professore, «aiuta le startup internazionali a entrare nei mercati indiano e del sud est asiatico. C’è un forte interesse ad attivare collaborazioni con realtà italiane e Belluno, grazie alla Dolomiti Innovation Valley è il primo punto di contatto».

È probabilmente presto per parlare di un ponte attivo tra le due realtà, indiana e bellunese. Gli incontri di lunedì sono stati tutti di carattere conoscitivo e interlocutorio, ma in un momento in cui la diversificazione dei mercati di sbocco è vitale per le aziende esportatrici, ogni iniziativa che apre nuove relazioni diventa un seme da coltivare con cura. 

«Diventa molto interessante», spiega infine Buciuni, «il fatto che l’ingrediente principale di una possibile relazione tra gli acceleratori indiani e il tessuto industriale locale sia l’innovazione tecnologica. Questo elemento apre una serie di prospettive sia per le aziende che occupano le tradizionali filiere sia per tutte quelle nuove iniziative, grandi e piccole, che fanno leva sulla trasformazione digitale e per le quali la possibilità di ‘scalare’, cioè di rivolgersi a un mercato molto più ampio rispetto a quello nazionale in tempi ristretti diventa una opportunità concreta».   

La giornata di lavoro organizzata da Confindustria Belluno Dolomiti ha offerto una panoramica  sul contesto territoriale e sui percorsi di innovazione attivi. La delegazione indiana ha poi presentato un approfondimento su ZapSight. Il fondatore Pavan Kumar Sathiraju e il CTO Murtaza Bootwala hanno spiegato come i servizi di intelligenza artificiale tradizionale e generativa forniti a imprese di media grandezza, agevoli l’efficienza nel processo produttivo e acceleri la crescita rendendola economicamente sostenibile.