1926 – 2026. Cent’anni di ponte della Vittoria

Un secolo di storia, di passaggi quotidiani e di memoria cittadina. Sabato 23 maggio Belluno celebra i cent’anni del Ponte della Vittoria, uno dei monumenti più rappresentativi della Città, con una cerimonia promossa  dall’associazione Borgo Piave ETC in collaborazione con il Comune.

LA STORIA

L’inaugurazione avvenne il 23 maggio 1926 alla presenza del re Vittorio Emanuele III. Il ponte non era ancora completato, il collaudo infattisarebbe arrivato soltanto nel 1928, ma la presenza del sovrano in Città portò ad anticipare la cerimonia inaugurale. Da allora il Ponte della Vittoria è diventato parte integrante dell’identità cittadina, attraversato ogni giorno da migliaia di persone e riconosciuto come uno dei luoghi più rappresentativi di Belluno.

Progettato dall’ingegnere Eugenio Miozzi, autore anche del ponte dell’Accademia di Venezia, il manufatto venne concepito come un’opera monumentale dedicata alla memoria della Grande Guerra. A caratterizzarlo ancora oggi è il ricco apparato decorativo ideato dall’architetto Riccardo Alfarè, figura che ha lasciato un segno importante nell’architettura cittadina con opere come il Cinema Italia e Palazzo Coletti.

Realizzato in cemento lavorato a martellina, capace di riprodurre l’aspetto della pietra, il ponte conserva numerosi elementi simbolici che ne rafforzano il valore storico e identitario. Nelle decorazioni trovano spazio le quattro strofe della Canzone del Piave, i leoni di San Marco e altri richiami al periodo storico nel quale l’opera venne realizzata, trasformando il ponte in un vero racconto scolpito della storia cittadina.

BORGO PIAVE ETC

Un legame particolarmente forte, quello tra il ponte e la Città, confermato anche dalle 6.448 firme raccolte per la candidatura ai Luoghi del Cuore del FAI, una mobilitazione che ha testimoniato l’affetto e l’attenzione dei bellunesi verso questo monumento.

«Molti attraversano il ponte ogni giorno senza soffermarsi sui dettagli che raccontano la sua storia», osserva Antonio Gheno, presidente di Borgo Piave ETC, «eppure nelle sue decorazioni si possono leggere il Piave, Venezia, la memoria della guerra. È un monumento che parla della Città e dei bellunesi. Questo centenario è un invito a riscoprirlo e a guardarlo con occhi diversi, cogliendo tutta la ricchezza storica e culturale che custodisce, da qui il programma di eventi proposto per la giornata di sabato 23 maggio».