Uno studio della Fondazione Nord Est rileva gli effetti su politiche di inclusione e welfare.

Negli ultimi anni in Italia la presenza di donne nei consigli di amministrazione è cresciuta in modo significativo: nel 2024 rappresentavano circa il 44% dei membri dei cda delle principali società quotate in Borsa, rispetto al 5,9% del 2011. Lo riporta ilNordest.it con un approfondimento a firma di Alice Giacomelli e Slavica Zec.

Eccone alcuni estratti:

Oltre al dato numerico, spesso al centro del dibattito pubblico, emerge una domanda più sostanziale: la presenza femminile cambia davvero il modo in cui le imprese prendono decisioni? Uno studio condotto da Fondazione Nord Est su 320 imprese manifatturiere del Nord Est italiano offre alcune risposte interessanti. L’analisi, basata su dati raccolti tramite una survey condotta tra le diverse aziende, esamina il legame tra la composizione del consiglio di amministrazione e le politiche interne, con particolare attenzione a inclusione e welfare dei lavoratori. Il primo dato rilevante riguarda la diffusione della presenza femminile ai vertici: poco più della metà delle imprese analizzate ha almeno una donna nel proprio consiglio di amministrazione. Si tratta di un risultato non scontato, considerando che queste aziende non sono soggette agli obblighi normativi sulle quote di genere, come avviene invece per le società quotate. Vale la pena, a questo punto, aprire una parentesi per analizzare i dati delle imprese, entrate quest’anno nella classifica Top 100 del Nord Est. In questo caso, la presenza femminile nei cda risulta più diffusa rispetto al campione di 320 imprese. Quelle senza donne scendono al 39,8% (contro il 47,8%), mentre aumenta la quota di consigli con una presenza femminile, inclusi quelli con tre o più donne (21,5% contro 8,2%).