Territorio industriale e ricettivo: 7,3 miliardi di valore aggiunto nel 2025, con servizi al 65% e industria al 27%
C’è un dato che più di altri racconta la specificità economica bellunese: nel 2024 il saldo commerciale (export meno import) vale il 47,1% del PIL, la quota più alta d’Italia. È il segno di un territorio che vive di manifattura orientata ai mercati esteri – in particolare l’occhialeria – ma che porta con sé fragilità ormai strutturali: calo demografico, riduzione del numero di imprese e “fame” di credito per investimenti e passaggi generazionali.
Questi elementi emergono dall’“Analisi del contesto socioeconomico della Provincia di Belluno” realizzata dal Centro Studi Sintesi–CGIA di Mestre, chiusa con dati al 21 gennaio 2026 e presentata alla Conferenza degli enti locali bellunesi (Stati generali 2026-2030).
I numeri chiave
- Export 2024: 5,029 miliardi; import 1,249; saldo +3,780 miliardi (47,1% del PIL).
- Occhialeria: 3,789 miliardi di export nel 2024, 75,3% del totale provinciale (in calo di 124 milioni sul 2023).
- Valore aggiunto 2025 (stima): 7,341 miliardi; servizi 64,9%, industria 27% (circa 2 miliardi).
- Lavoro: tasso di occupazione 71,7% (2024), disoccupazione 2,6%; occupati in lieve calo rispetto al 2019 (-1,8%).
- Imprese: 12.808 sedi attive a fine 2024 (sotto quota 13mila), -8,1% sul 2019.
- Credito alle imprese: impieghi “vivi” a settembre 2025 1,355 miliardi, -838 milioni (-38%) rispetto al 2012; ultimo anno ancora in calo (-4,2%).
- Redditi IRPEF medi (2023): 25.358 euro (Veneto 25.990).
- Demografia: residenti 197.708 (1/1/2025), -21 mila dal 1982; nel 2024 saldo totale -80 (saldo naturale -1.493).
- Struttura per età: over 64 = 56.435, “giovanissimi” 20.469; indice di dipendenza 63,7.
- Proiezioni: 2025–2045 -14.299 residenti (-7,2%); attivi in forte contrazione, anziani in aumento.
Un’economia trainata dall’export
Nel 2024 Belluno esporta 5,029 miliardi e importa 1,249 miliardi, con un avanzo di 3,780 miliardi: un livello che, rapportato al PIL, porta la provincia in cima alla classifica nazionale per “peso” del saldo commerciale. La struttura dell’export è però altamente concentrata: l’occhialeria vale 3,789 miliardi, cioè tre quarti delle esportazioni provinciali (75,3%). Nel 2024 il comparto scende di 124 milioni sul 2023, contribuendo in modo determinante al calo complessivo dell’export (-258 milioni, -4,9%). Sul fronte dei mercati, lo studio segnala un 2024 complicato soprattutto per la direttrice USA (prima destinazione, ma in “netta flessione” sull’anno precedente), mentre risultano dinamiche positive su alcune aree extra UE, con incrementi rilevanti in Regno Unito, Cina e Messico.
Valore aggiunto: servizi maggioritari, industria decisiva
Nel 2025 (stime Prometeia) il valore aggiunto complessivo bellunese è indicato in 7,341 miliardi. I servizi pesano per circa il 65%, ma l’industria mantiene un ruolo forte: 27% del valore aggiunto e circa 2 miliardi in valore assoluto, più del doppio rispetto ad alcune province montane di confronto. Il report evidenzia anche un punto di svolta: nel lungo periodo Belluno cresce (2007–2024), ma nella fase post-Covid la dinamica si “arena” (2019–2024) con un segno negativo, in controtendenza rispetto ad altri territori. Per settori, l’industria risulta in difficoltà sia sul confronto lungo (-6% sul 2007) sia sul pre-Covid (-2,5% sul 2019).
Il lavoro
Sul mercato del lavoro i numeri restano solidi: tasso di occupazione 71,7% nel 2024, con disoccupazione 2,6% (un livello definito sotto la soglia “frizionale” del 3%). La nota meno positiva è nella dinamica: rispetto al 2019, gli occupati risultano in lieve calo (circa -1.700 unità, -1,8%), un andamento che lo studio segnala come in controtendenza rispetto ad altri contesti territoriali del confronto.
Le imprese
A fine 2024 le sedi d’impresa attive scendono a 12.808: -8,1% sul 2019 e -12,1% sul 2014. Se si guarda alle localizzazioni (sedi + unità locali), Belluno conta 17.452 realtà e 76.059 addetti, con una media di 4,36 addetti per impresa (più alta di Veneto e Italia). La manifattura concentra oltre un terzo degli addetti (37,4%). All’interno, l’occhialeria pesa da sola per 12.758 addetti, cioè il 45% degli addetti manifatturieri, con una dimensione media molto elevata per localizzazione. Ma il numero di localizzazioni manifatturiere è in calo: tra 2019 e 2024 la manifattura segna -9,6% e l’occhialeria -17,8% come localizzazioni.
Credito: meno prestiti alle imprese, soprattutto alle piccole
Uno dei passaggi più netti dello studio riguarda la finanza per le aziende. A settembre 2025 gli “impieghi vivi” (prestiti al netto delle sofferenze) in provincia risultano inferiori di 838 milioni (-38%) rispetto a settembre 2012; nell’ultimo anno il calo prosegue (-4,2%) mentre a livello nazionale c’è un lieve segno positivo. Il report evidenzia inoltre una caduta molto marcata per le imprese più piccole: nel segmento considerato, la contrazione dal 2012 al 2025 arriva a livelli ancora più pesanti, con un ulteriore arretramento nell’ultimo anno.
Redditi
Sui redditi IRPEF medi (anno d’imposta 2023, dichiarazioni 2024), Belluno registra 25.358 euro, valore vicino ma sotto la media del Veneto (25.990).
Demografia: la fragilità che spiega (quasi) tutte le altre
Il dato di fondo è la perdita di popolazione nel lungo periodo: da 218mila residenti (1982) a 197mila (2025), cioè -21 mila. Nel periodo più recente (2019–2025) il saldo è -4.561 abitanti (-2,3%), con flessioni più forti nelle aree di montagna: Cadore -5%, Agordino -4,2%.
Il bilancio demografico 2024 chiarisce il meccanismo: saldo naturale -1.493, compensato solo in parte da un saldo migratorio positivo (interno +373, estero +1.003), per un totale comunque negativo (-80). La quota di popolazione straniera resta contenuta: 6,8% sul totale (2025), contro 10,4% del Veneto. Sul profilo per età, lo squilibrio è marcato: al 1° gennaio 2025 gli over 64 sono 56.435, quasi il triplo dei giovanissimi (20.469); l’indice di dipendenza strutturale arriva a 63,7, sopra le medie regionale e nazionale.
Lo scenario al 2045
Le proiezioni Istat richiamate nello studio indicano per Belluno, tra 2025 e 2045, una perdita di 14.299 residenti (-7,2%), la più elevata (in valore assoluto) tra le province montane di confine considerate.
La sintesi finale del report traduce il dato in implicazioni: aumento degli anziani e forte contrazione della popolazione in età attiva, con effetti potenziali su lavoro disponibile, passaggi generazionali nelle imprese e domanda socio-sanitaria.
Belluno resta un territorio “anomalo” per forza esportatrice, con un saldo commerciale enorme in rapporto al PIL, una manifattura ancora decisiva e un mercato del lavoro con indicatori migliori della media nazionale.
La stessa fotografia mostra un equilibrio delicato: la base demografica si restringe, le imprese diminuiscono e l’accesso al credito si assottiglia. In questo quadro, la questione non è solo quanto cresce l’economia, ma quanto a lungo può farlo senza un recupero di popolazione attiva e senza strumenti finanziari e organizzativi che accompagnino investimenti e ricambio generazionale.