Dal distretto all’ecosistema: Belluno e Napoli territori complementari


È online il podcast integrale dell’incontro che ha inaugurato il nuovo ciclo di HydePark Coroglio: un confronto tra Giorgio Ventre (Apple Developer Academy) e Andrea Ferrazzi (Confindustria Belluno Dolomiti) sulla “nuova geografia del valore” tra alpha cities e territori e territori emergenti: Dolomiti Innovation Valley e Modello Napoli

Mercoledì 13 maggio 2026, negli spazi di Campania NewSteel a Napoli, il dialogo è partito da un’ipotesi operativa: non limitarsi allo scambio di buone pratiche, ma costruire un’agenda di cose da fare tra ecosistemi diversi. il direttore dell’incubatore, Massimo Varrone lo ha messo in chiaro all’inizio: «ci piacerebbe far accadere delle cose sui rispettivi territori», perché Napoli e Belluno, pur lontane, possono risultare «molto complementari».

La cornice è quella di due territori che condividono la stessa ansia competitiva: l’economia della conoscenza sposta risorse e capitale umano verso pochi poli e lascia ai margini chi non si attrezza.

Belluno, ha ricordato il direttore di Confindustria, Belluno, è piccolissima in termini demografici, meno di 200 mila persone. È tuttavia una delle 15 province più industrializzate d’Italia con eccellenze nell’occhialeria, nel settore del fretto, della robotica e della meccanica. «Ma i giovani se ne vanno perché, pur essendoci lavoro in abbondanza, non vedono lì il loro futuro».

Leggendo il percorso bellunese, Ventre ha riconosciuto una somiglianza di fondo: «anche per noi il problema della fuga dei ragazzi è presente», e la partita diventa capire «quali possono essere le risposte strutturali» a una sfida che spesso appare impari.

Sul tavolo, poi, c’è un tema industriale molto concreto. Il direttore della Apple Academy ha invitato a non archiviare le crisi come incidenti di percorso: «l’atteggiamento sbagliato sarebbe dire… “si chiude una cosa… bilancio zero”», perché quei segnali possono indicare «un modello che probabilmente non funziona». La direzione, nella sua sintesi, è «cambiare dal modello fabbrica grande al modello fabbrica nuova», flessibile e capace di adattarsi a mercato e tecnologia, cioè un’industria che torna a basarsi sulla conoscenza. 

Una transizione essenziale per qualsiasi area che punti a ritrovare centralità e un ruolo nell’economia contemporanea. È importante tenere presente, ha affermato Ferrazzi la centralità della formazione e della ricerca, e ricordando che oltre a infrastrutture “visibili” ce ne sono altre, decisive, ma meno evidenti: «accanto alle infrastrutture fisiche ci sono… le “infrastrutture della conoscenza”». Senza università, ITS e percorsi mirati, anche un distretto forte rischia l’autoreferenzialità e perde attrattività nel medio periodo.

Una parte del confronto ha riguardato anche ciò che rende i luoghi desiderabili, oltre agli incentivi e ai servizi. Ferrazzi ha parlato di «clima emotivo dei territori» e del modo in cui le comunità guardano al futuro, osservando che spesso «il futuro sembra… un’esclusiva soltanto dei grandi poli metropolitani». Da qui la centralità delle narrazioni: «Per Belluno il tema è… “Dolomiti, sci o bosco”», mentre Napoli è stata a lungo «pizza e mandolino». Se non si lavora sull’immaginario, ha avvertito, «possiamo creare tutte le infrastrutture che vogliamo» senza ottenere il salto di attrattività.

Una narrazione alternativa possa innescare cambiamento reale, ha aggiunto Ventre: «La nostra fortuna è stata paradossalmente la Apple Developer Academy… fino a quel momento eravamo pizza e mandolino, adesso c’è una narrazione differente». Su questo crinale — competenze, industria della conoscenza, racconto pubblico e capacità di fare sistema — l’incontro ha provato a collocare il ponte tra “Modello Napoli” e Dolomiti, con l’obiettivo dichiarato di trasformare la distanza in un vantaggio competitivo.

La giornata ha avuto anche un risvolto operativo. A margine dell’incontro, Dolomiti Innovation Valley e Campania NewSteel hanno siglato un’intesa di collaborazione orientata a trasferimento tecnologico, iniziative di open innovation, sostegno a startup innovative e scambio di competenze e relazioni. L’accordo, firmato per la parte bellunese dal vice presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, Michele Da Rold, sarà un canale privilegiato per far incontrare startup incubate a Napoli e imprese bellunesi, con un’attenzione dichiarata a intelligenza artificiale, robotica ed energie rinnovabili. Un’intesa che ha un orizzonte di medio periodo e più fasi, sottolinea Da Rold: «Puntiamo nell’immediato a scambi di informazioni e conoscenze e prevediamo possibili collaborazioni tra alcune delle decine di startup incubate da Campania New Steel e le imprese bellunesi».

Qui il podcast integrale dell’incontro