Secondo le stime, un bus elettrico può far risparmiare quotidianamente dai 200 ai 300 kg la CO₂ emessa, l’equivalente dell’assorbimento annuale di addirittura 30 alberi, ogni giorno. E’ proprio a partire da questo dato che da Dolomiti Bus arriva una forte spinta verso la transizione ecologica attraverso due importanti iniziative, che riguardano sia il rinnovamento del parco mezzi che la realizzazione di una infrastruttura dedicata alla ricarica elettrica.
Grazie a un investimento di 1,5 milioni di euro (di cui 1,2 milioni di contributo con il progetto SISUS), tre autobus full electric urbani entreranno in servizio entro luglio nel comune di Belluno. Saranno mezzi di Classe I dotati di videosorveglianza, prese USB e numerosi impianti di sicurezza, tra i quali antincendio e frenata di assistenza.
La scelta giova, oltre che sul clima, anche sul portafoglio dell’azienda: secondo uno studio di Motus-E, un mezzo elettrico può infatti ridurre i costi operativi del 60% rispetto al diesel, e considerando la situazione geopolitica attuale è facile pronosticare che il gap continui ad aumentare nel corso dei prossimi mesi.
Non solo: con uno stanziamento di circa 980mila euro, ha preso forma una nuova infrastruttura dedicata alla ricarica di questi bus elettrici, pensata per rendere il trasporto pubblico più sostenibile ed efficiente. Il progetto prevede una cabina elettrica ad alta potenza installata nel deposito aziendale, capace di alimentare fino a 8 stazioni di rifornimento energetico da 150 kW, anche in caso di utilizzo simultaneo. Delle colonnine installate, di tipo Overnight e ideali quindi per la più economica ricarica notturna, cinque postazioni sono già operative, mentre altre due sono pronte per essere attivate.
Sempre nell’ambito del progetto SISUS, è stato realizzato un investimento da 450.000 euro che consente oggi di alimentare quattro autobus e che è predisposto per futuri ampliamenti. Questo porterebbe ad un totale di 20 autobus elettrici rifornibili direttamente presso i depositi Dolomiti Bus.
Si tratta di un investimento mirato, verso un parco mezzi fra i più giovani d’Italia (6,9 anni d’età rispetto ai 10,8 della media nazionale) che ha visto l’inserimento di altri 24 nuovi autobus nel 2025 e 5 corriere a due piani entrate in servizio lo scorso febbraio.