Il Giro d’Italia 2026 torna a scegliere il Bellunese come uno dei suoi snodi più spettacolari, con un trittico di appuntamenti composto dal Giro uomini, Giro-E e Giro Women che attraverserà vallate, centri e aree periferiche, mettendo al centro l’intero territorio. La presentazione ha restituito una direzione chiara: questo risultato rappresenta un ulteriore tassello all’interno di una strategia più ampia di promozione, in continuità con il percorso avviato con le Olimpiadi e Paralimpiadi Milano-Cortina 2026.
«È un’occasione importante di visibilità per l’intera provincia – ha sottolineato il presidente della Provincia Marco Stanuovo Polacco -. La promozione passa anche dallo sport, che unisce emozioni, natura e territorio». Un lavoro reso possibile, ha aggiunto, dalla capacità di mettere insieme idee e risorse all’interno di un sistema condiviso. Sulla stessa linea anche la Fondazione DMO Dolomiti Bellunesi, chiamata ora a consolidare questo percorso: «È un’occasione per rafforzare il posizionamento del territorio in modo duraturo e coerente», ha spiegato la presidente Emanuela De Zanna. Il cuore dell’evento si distribuirà lungo tutta la provincia. Il 29 maggio Feltre ospiterà la partenza della 19ma tappa maschile, con arrivo ai Piani di Pezzè sopra Alleghe, al termine di una sequenza di salite simbolo delle Dolomiti. Nella stessa giornata spazio anche al Giro-E, con partenza da Agordo, in un’ottica orientata alla mobilità sostenibile e al coinvolgimento delle giovani generazioni.
Accanto alla gara prende forma un progetto più ampio, fatto di eventi diffusi e partecipazione locale. «Abbiamo costruito un programma che coinvolge quasi tutta la provincia», ha evidenziato il sindaco di Longarone Roberto Padrin, tra i promotori del ritorno del Giro sul territorio dopo l’assenza nel 2025. Il valore non è solo sportivo, ma anche economico e strategico. «Non si tratta di una singola giornata – ha sottolineato Dario Bond, presidente del Fondo Comuni Confinanti e assessore regionale – ma di un investimento sul territorio nel lungo periodo. Stiamo lavorando per uscire da un sistema anonimo, ispirandoci a modelli di marketing territoriale più strutturati, valorizzando non solo i grandi luoghi ma anche i piccoli centri».
I dati lo confermano: il 61 per cento di chi assiste a una tappa è poi portato a tornare. In collegamento è intervenuto anche l’amministratore delegato di RCS, Paolo Bellino: «Siamo onorati di poter essere di nuovo nelle vostre valli, sia con il Giro uomini sia con quello delle donne, che sta crescendo sempre di più». Dentro questo quadro si inserisce anche il Giro Women, che porterà il Bellunese al centro della scena il 2 giugno con la cronoscalata da Belluno al Nevegal, seguita il giorno successivo, 3 giugno, dalla tappa Longarone-Santo Stefano di Cadore.
Il progetto ha raccolto l’interesse e la partecipazione anche degli amministratori locali coinvolti, tra cui il vicesindaco di Feltre Claudio Dalla Palma, il sindaco di Alleghe Danilo De Toni, il sindaco di Agordo Roberto Chissalè e il sindaco di Santo Stefano di Cadore Alfredo Comis, a conferma di un lavoro condiviso che ha coinvolto l’intero territorio provinciale.
La presentazione ha rappresentato anche un passaggio chiave sul piano della comunicazione per la DMO Dolomiti Bellunesi, che ha scelto proprio il Giro d’Italia come vetrina per lanciare la nuova campagna estiva. A delinearne il senso è stata la presidente Emanuela De Zanna, sottolineando come il racconto del territorio passi attraverso un filo conduttore preciso: «La bicicletta diventa il mezzo per attraversare e interpretare questi luoghi. Il messaggio evolve: non più solo guardarli, ma viverli». La strategia si traduce in una serie di contenuti pensati per accompagnare il pubblico durante tutto l’anno: otto video, suddivisi per stagioni, che mettono al centro chi il territorio lo abita ogni giorno. Non solo sportivi, ma anche artigiani, operatori, rifugisti, cuochi e guide, fino a figure legate al mondo professionistico come il ciclista Andrea Pietrobon. L’idea è quella di cambiare prospettiva: il Bellunese non più soltanto come meta da osservare, ma come esperienza da vivere, frequentare e scegliere nel tempo.
Il nuovo video della campagna Fuori dai Luoghi Comuni realizzata da DMO Dolomiti Bellunesi