La passione deve venire prima di qualsiasi forma di business. Così, almeno, è come la pensa Eric Lot, titolare di Moka’s Spirits, azienda di Borgo Valbelluna produttrice di gin che esporta a clienti da tutta Italia e da tutto il mondo. Una storia nata quasi per caso: «Non riuscivo a trovare un gin che rispecchiasse i miei gusti personali – racconta con semplicità Lot –. Così ho creato il mio». All’inizio, infatti, le bottiglie di Moka (il nome del bassotto di Eric) erano destinate solamente alle cene con gli amici, come segno di ringraziamento. Dopo i tanti regali, però, ha iniziato ad ampliarsi sempre di più l’interesse per il prodotto. «Così, nel 2023, mi sono appoggiato a una piccola distilleria di Pieve del Grappa e sono partito».
Ad oggi, Moka’s Spirits conta quattro gin diversi: un dry, lo stesso che Lot portava alle cene; l’Aura, una versione light molto apprezzata, specialmente per gli aperitivi; un barricato, molto simile a un whiskey; e il Cremì, il primo gin cremoso d’Italia. La particolarità? Nessuno di questi distillati è nato con il solo scopo di essere commercializzato. «Il segreto forse è proprio questo: c’è stata più passione che ricerca di denaro – continua Lot –. Volevo trovare un sapore che richiamasse il bosco nel quale vivo e sono cresciuto, a Colderù. Quell’odore fresco, pungente e al tempo stesso molto caldo. Per fortuna, ho sempre avuto questo intuito nel riuscire a immaginare un gusto e ricrearlo quasi subito. Per il primo gin mi ci sono comunque voluti due anni per affinarlo».

Una ricerca continua, per arrivare a ottenere un sapore ben riconoscibile. «Purtroppo – precisa Lot – non posso utilizzare botaniche locali. Mi piacerebbe molto, ma essendo troppo vincolate agli agenti meteorologici rischierei di avere un prodotto irregolare. Tutti gli ingredienti sono comunque derivati da coltivazioni biologiche e certificate».
E così, partendo dalle tavolate con gli amici di Borgo Valbelluna, Moka’s Spirits è arrivata in tutto il mondo: «In questo momento abbiamo oltre 130 clienti italiani e molti altri all’estero. Copriamo tutta la provincia, dal Cadore a Lentiai, e abbiamo diversi contatti soprattutto in Toscana. Vendiamo inoltre in Norvegia, Finlandia, Danimarca e perfino a Zanzibar». Tenuto da parte, per il momento, il salto oltreoceano, viste tutte le problematiche attuali sui dazi, mentre è continua la ricerca per trovare agganci nel mercato tedesco. Questo perché Lot non si limita a trovare il primo distributore disponibile: «Quello che ho sempre cercato di fare è valorizzare il prodotto. Ovvero, cercare delle nicchie ben precise capaci di apprezzare veramente il mio gin, tanto come lo era in origine con i miei amici dopo cena».
Motivo per il quale ha sempre evitato la grande distribuzione: «Sono molto scrupoloso nella scelta del cliente. Basta uno che lo miscela male e chi lo assaggia penserà che non sia un gin all’altezza. La maggior parte dei contatti sono arrivati tramite fiere, parlando, conoscendo e instaurando un rapporto vero con chi avevo davanti. Anche la distribuzione parte, anzitutto, dall’amicizia».
Così, Moka’s Spirits continua il proprio percorso, sempre alla ricerca di novità. Oltre al gin, infatti, Eric ha in mente di ampliare la propria gamma aggiungendovi altri prodotti. «Con queste quattro varietà ho coperto tutte le fasce di clientela che volevo. Continuerò a produrle, però non nascondo di avere anche altre passioni». «Anticipo già che non sarà la tequila», ci tiene a precisare. E il motivo è presto detto: non gli piace.