La slitta porta pubblico al museo di Cesiomaggiore

Chiusa il 30 aprile la mostra tra tradizione e sport: 1.800 visitatori e +200% rispetto alla media. Per oltre il 60% era la prima visita al Museo Etnografico Dolomiti.

Il 30 aprile si è chiusa al Museo Etnografico Dolomiti di Cesiomaggiore la mostra temporanea La slitta fra tradizione, gioco e competizione. Il bilancio, diffuso al termine dell’esposizione, parla di circa 1.800 visitatori e di un incremento del 200% rispetto alla media registrata nello stesso periodo negli anni precedenti. Un segnale che, al di là della curiosità per un oggetto familiare alla cultura di montagna, indica una domanda di racconto e di contesto, soprattutto nell’avvicinarsi dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, a cui l’iniziativa era esplicitamente collegata.

L’86,3 per cento dei visitatori proveniva dalla provincia di Belluno, il 10,3 per cento dal resto del Veneto e il 3,4 per cento da fuori regione. È un dato che conferma il radicamento territoriale dell’operazione, ma anche la sua capacità di funzionare come porta d’ingresso per chi, fin qui, non aveva frequentato il museo: per oltre il 60 per cento dei visitatori la mostra è stata la prima occasione di visita al Museo Etnografico di Cesiomaggiore.

A spingere gli ingressi, in modo rilevante, è stato il passaparola, indicato come canale di arrivo per più della metà del pubblico. In termini pratici, vuol dire che l’esperienza ha circolato nella comunità e tra reti informali, trasformando una proposta culturale in un appuntamento “consigliato”, più che semplicemente pubblicizzato. In contesti locali, dove la reputazione si costruisce anche per prossimità, è spesso questo il fattore che fa la differenza tra evento e consuetudine.

Accanto ai numeri, l’esposizione ha messo in campo un lavoro educativo e sociale che ha inciso sulla composizione stessa del pubblico. Circa un terzo dei visitatori era formato da studenti delle scuole del Bellunese, coinvolti in percorsi interattivi curati dall’associazione Isoipse. Le operatrici hanno inoltre accompagnato gruppi di persone con disabilità e ospiti di residenze per anziani attraverso attività dedicate, sviluppate nell’ambito dei progetti #SCIVOLARE e Memorie di Neve. È un passaggio che sposta l’attenzione dalla sola fruizione alla partecipazione e che lega la mostra a una funzione pubblica più ampia: accessibilità, continuità educativa, relazioni con servizi e istituti del territorio.

La mostra, infatti, si inseriva nel progetto #SCIVOLARE. Storie di scie, tra tradizione e competizione, finanziato da Fondazione Cariverona nell’ambito del bando dedicato alle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026. Capofila è la Provincia di Belluno, che coordina una rete di 38 partner tra enti locali, istituzioni culturali, scuole e associazioni. Tra i soggetti coinvolti figurano, tra gli altri, il Circolo Cultura e Stampa Bellunese, Fondazione DMO Dolomiti Bellunesi, Fondazione Cortina, il Centro Consorzi, il Comune di Feltre, AIPD Belluno, l’associazione Isoipse, l’Archivio di Stato di Belluno e la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Veneto e del Trentino-Alto Adige.