Primi giorni di lavoro per l’amministratore unico di Longarone Fiere, Maurizio Castro. Fortemente voluto dai soci pubblici, comune di Longarone e Provincia di Belluno, Castro ha ora il compito di rilanciare l’ente che ha vissuto negli ultimi anni vicende travagliate. Il precedente consiglio di amministrazione la cui presidente Caterina Carrer era stata indicata dal presidente della Camera di Commercio Mario Pozza non era riuscito a mantenere e consolidare i risultati positivi ottenuti dal periodo in cui la guida era stata affidata a Michele Dal Farra a cui è ascrivibile l’unico bilancio positivo dopo il Covid. Anzi, senza un piano industriale di rilancio i conti sono velocemente peggiorati, al punto da dimezzare il capitale sociale. Il piano industriale di Dal Farra fu semplicemente battezzato come irrealistico e lasciato a prendere polvere nei cassetti, ma senza proporne uno nuovo e l’unica soluzione prospettata era di fare cassa vendendo gli immobili al Comune di Longarone. Di fronte alla prospettiva di dover versare alla Fiera qualche milione di euro senza un impegno concreto sul futuro, Comune e Provincia hanno scelto la strada di sfiduciare di fatto il Cda e rivolgersi a una figura di alto profilo istituzionale e con una comprovata esperienza nel salvataggio di aziende in difficoltà. A differenza dei precedenti amministratori, Castro è in ufficio a Longarone tutti i giorni e ha cominciato a studiare i documenti e a incontrare le figure chiave.
Delle prime giornate di Castro a Longarone scrive Damiano Tormen sul Gazzettino.
[… ] sulla scrivania del nuovo amministratore unico di Longarone Fiere Dolomiti ci sono questioni importanti. Di “vita o di morte”, per la sopravvivenza della fiera stessa. E lui, che è stato chiamato non tanto per la continuità quanto piuttosto per il rilancio, ha già le idee chiare. «Sto portando avanti un lavoro istruttorio approfondito» spiega Castro. «Ho raccolto dati e numeri che serviranno per predisporre un piano industriale e un piano strategico». Castro non svela nulla dei piani che verranno, ma assicura che le idee ci sono: «Sarebbe pericoloso non averne. Intanto ho trovato un positivo conforto dal confronto con le persone, con il personale della fiera. Sono convinto che si potrà lavorare molto bene».
«Il direttore lo stiamo cercando. Ho già ricevuto diverse segnalazioni di candidati possibili e potenziali. Ma prima di tutto serve il piano strategico giusto. Poi l’allenatore che possa metterlo a terra lo si trova. Intanto c’è un sacco di lavoro da fare: esplorare alleanze e vagliare progetti».