Dalle prime tecnologie per il legno lamellare ai sistemi integrati: l’evoluzione della bellunese Paoletti Energy.
Quando negli anni Novanta Pierluigi Paoletti portò a Xylexpo (la fiera di Milano dedicata alle tecnologie per la lavorazione del legno e delle forniture per l’industria del mobile) una delle prime macchine per unire le lamelle di legno destinate alle travi strutturali, molti la guardarono con curiosità. Il mercato del legno strutturale era ancora agli inizi in Italia e quella tecnologia appariva quasi un oggetto misterioso. Trent’anni dopo, Paoletti Energy è una realtà specializzata nello sviluppo di macchinari e impianti per la produzione di travi lamellari e pannelli CLT, grandi pannelli in legno a strati incrociati impiegati nella costruzione di case ed edifici multipiano, con una presenza consolidata sui mercati internazionali e una convinzione maturata nel tempo: il vantaggio competitivo non sta più nella singola macchina, ma nella capacità di costruire sistemi produttivi integrati.
Alle spalle c’è una storia imprenditoriale lunga oltre sessant’anni. Fondata da Graziano Paoletti, l’azienda di Borgo Valbelluna è oggi guidata dal figlio Pierluigi, che ha raccolto il testimone della seconda generazione continuando a investire nell’innovazione e nella specializzazione tecnologica.
La svolta arriva negli anni Novanta. In un periodo in cui il legno lamellare rappresentava ancora un mercato emergente, Paoletti Energy affianca alla commercializzazione dei macchinari la progettazione e la produzione diretta delle proprie tecnologie. Da quella prima giuntatrice nasce un percorso di sviluppo che porta progressivamente l’azienda a coprire le principali fasi della lavorazione del legno strutturale.
«Negli anni abbiamo visto crescere la richiesta di queste tecnologie e abbiamo continuato a svilupparle», racconta Pierluigi Paoletti. «Dalla giuntatrice siamo passati alla pressatura, all’automazione, ai sistemi di incollaggio, alla piallatura. Abbiamo costruito tutti i tasselli della filiera produttiva delle strutture lamellari».
L’offerta comprende oggi presse, sistemi di incollaggio, impianti di piallatura, macchine per l’ottimizzazione del materiale e sistemi di taglio. Una crescita accompagnata dall’inaugurazione del nuovo stabilimento nel 2003 e da un modello organizzativo che concentra internamente progettazione e sviluppo, affiancandosi a una rete di partner produttivi specializzati.
La capacità di innovare emerge anche nella scommessa sui pannelli CLT, una tecnologia che consente di realizzare grandi elementi strutturali in legno per l’edilizia. Già nel 2008 l’azienda realizza una delle prime presse dedicate, quando il mercato non ne aveva ancora compreso appieno le potenzialità. Tra i risultati più significativi degli ultimi anni figura il riconoscimento ottenuto a Xylexpo nel 2022 per un innovativo sistema di incollaggio capace di ridurre sensibilmente gli sprechi di colla, aumentare l’efficienza produttiva e migliorare la sostenibilità del processo.
«Per una realtà come la nostra è stata una grande soddisfazione», osserva Paoletti. «Abbiamo dimostrato che anche un’azienda di dimensioni contenute può sviluppare tecnologie capaci di competere a livello internazionale».
Oggi, però, la sfida si gioca su un terreno diverso. In un contesto caratterizzato da una crescente pressione competitiva e dall’arrivo di nuovi operatori internazionali, Paoletti Energy punta sempre più sull’interconnessione tra le tecnologie.
«Una macchina si può copiare, una pressa si può copiare. Quello che è molto più difficile replicare è un sistema. Negli ultimi anni abbiamo lavorato per creare moduli interconnessi che possano dialogare tra loro e crescere insieme alle esigenze del cliente».
Da questa visione nasce il concetto di modularità che guida oggi lo sviluppo dell’azienda. L’obiettivo è consentire anche ai produttori più piccoli di accedere a tecnologie evolute attraverso impianti progettati per essere ampliati nel tempo, aggiungendo nuove funzionalità senza dover ripensare gli investimenti già effettuati.
Accanto alla modularità cresce anche l’attenzione all’efficienza energetica e alla digitalizzazione. I nuovi sistemi integrano tecnologie orientate alla riduzione dei consumi e all’ottimizzazione delle prestazioni, con un approccio che guarda non soltanto alla produttività ma anche alla sostenibilità complessiva dei processi.