Berton: «Un investimento sulla conoscenza, sulle relazioni e sull’attrattività del territorio».
Si è chiusa la terza edizione dello Sport Business Forum, l’evento dedicato all’economia dello sport che dal 5 al 7 giugno ha portato a Belluno e Treviso incontri e testimonianze con atleti, allenatori, dirigenti e manager. La partecipazione ampia e la qualità del programma hanno consolidato format e ambizione.
Il Forum è ideato e promosso da Confindustria Belluno Dolomiti, in collaborazione con Confindustria Veneto Est e il Gruppo NEM. Per l’associazione bellunese, il 2026 segna un passaggio di maturità del progetto, dopo una prima edizione costruita attorno alla novità dell’iniziativa e una seconda dedicata al suo consolidamento.
«Lo Sport Business Forum è nato da una convinzione precisa», dichiara la presidente di Confindustria Belluno Dolomiti Lorraine Berton. «Lo sport non è soltanto competizione. È educazione, leadership, inclusione, innovazione, impresa e crescita personale. È uno straordinario strumento di formazione civile e culturale. Quest’anno abbiamo avuto la conferma che il Forum ha raggiunto una piena maturità e che esistono tutte le condizioni per compiere un ulteriore salto dimensionale».
Nel corso delle tre giornate, sul palco si sono alternati protagonisti dello sport italiano e internazionale, tra cui Gianmarco Tamberi, Gianluigi Lentini, Achille Polonara, Angelo Lorenzetti, Sara Simeoni, Federico Pellegrino, Francesca Lollobrigida e Luca Dotto. Le testimonianze hanno toccato temi ricorrenti nel racconto sportivo, dal lavoro quotidiano alla gestione delle difficoltà, dal valore del gruppo alla capacità di adattarsi ai cambiamenti.
«Chi ha partecipato agli incontri ha potuto comprendere che lo sport è una straordinaria palestra di vita», prosegue Berton. «Le storie che abbiamo ascoltato non riguardano soltanto gli atleti. Parlano a studenti, imprenditori, lavoratori, amministratori e cittadini. Parlano a tutti coloro che ogni giorno sono chiamati a confrontarsi con obiettivi, sfide e responsabilità».
Per Confindustria Belluno Dolomiti la manifestazione è una delle eredità immateriali collegate ai Giochi, pensata per continuare anche oltre l’appuntamento olimpico e paralimpico, con ricadute in termini di relazioni, attrattività e opportunità.
«Le infrastrutture sono fondamentali e lasceranno un segno tangibile», osserva Berton. «Ma esistono anche eredità immateriali che possono avere effetti ancora più profondi e duraturi. Lo Sport Business Forum è una di queste. È un investimento sulla conoscenza, sulle relazioni, sull’attrattività del territorio e sulla capacità di costruire nuove opportunità per le giovani generazioni».
Guardando alle prossime edizioni, l’obiettivo dichiarato è rafforzare ulteriormente il posizionamento del Forum e farne un appuntamento di riferimento, su scala nazionale, per il confronto tra sport, economia, impresa, innovazione e società. In questa prospettiva, Confindustria Belluno Dolomiti chiama in causa anche il sostegno del territorio, dalle istituzioni agli attori economici e sociali.
«Vogliamo continuare a crescere», conclude Berton. «Abbiamo dimostrato che anche una provincia di montagna può ospitare eventi di grande qualità e rilevanza nazionale. Ora dobbiamo consolidare questo risultato e costruire insieme un progetto sempre più ambizioso. Per questo rivolgiamo un appello alle istituzioni, agli enti pubblici, alle fondazioni, alle realtà economiche e sociali del territorio affinché continuino a credere e a investire in questa iniziativa».
«Lo Sport Business Forum dà prestigio a Belluno e all’intera provincia. Genera cultura, promuove il territorio, crea occasioni di confronto e formazione. Ma soprattutto offre ai giovani esempi autentici, storie vere e modelli positivi ai quali guardare. È un patrimonio collettivo che merita di essere sostenuto e valorizzato».
Con la chiusura dell’edizione 2026, si apre una fase in cui la sfida è dare continuità al percorso e misurare la crescita dell’evento, mantenendo al centro il dialogo tra mondo sportivo e sistema economico.