Secondo il Global Liveability Index 2026 (fonte EIU), Copenhagen è la città più vivibile del mondo. E se qualcuno non si dovesse fidare dei dati, la conferma empirica arriva da Andrea Alpago-Novello, 30 anni di Belluno, che lavora e vive nella capitale danese da quando ha concluso gli studi (salvo una parentesi a Milano). Eppure, nonostante tutti i vantaggi che comporti il Nord Europa, lo stesso Alpago-Novello ha in programma di rientrare in provincia, ai piedi delle Dolomiti. Una scelta dettata non (solo) dal desiderio di ritornare vicino a casa, bensì per grande ambizione.
Bellunese di nascita e «molto orgoglioso di esserlo», Andrea Alpago-Novello ha studiato in città fino al liceo, prima di spostarsi a Trento per seguire una triennale in Economia e Management. Immerso nel contesto universitario, ha iniziato a sentire il richiamo dell’Europa. Così, dopo la laurea, ha scelto di iscriversi a un master in Supply Chain Management alla Copenhagen Business School, l’unica del settore nel continente ad offrire la possibilità di lavorare e studiare allo stesso tempo. La Danimarca, infatti, spinge gli studenti ad affiancare un percorso professionale a quello didattico, con incentivi statali. «È stata questa la chiave per farmi rimanere lì».
Alpago-Novello inizia così nel 2020 a lavorare per la Coloplast, ditta locale produttrice di device medici, prima ancora di aver terminato gli studi. Con l’arrivo della pandemia, però, la scelta più saggia era ritornare in Italia per una maggior tranquillità. Entra così in Oliver Wyman, azienda milanese di consulenza strategica, dove resta per i successivi due anni.
Sentiva ancora, però, il richiamo della Danimarca. «È un contesto lavorativo che permette sì di avere una vita bilanciata, ma con un forte senso di crescita. Viene messo tanto a disposizione, anche in un contesto lavorativo. Il segreto, scoperto negli anni in Coloplast, sta nella grande fiducia rivolta agli studenti, che da subito assumono un ruolo molto significativo all’interno del team. Le decisioni vengono prese in maniera molto orizzontale. Consenso e fiducia sono alla base di tante decisioni».
Per questo nel 2023 torna a Copenhagen, insieme alla futura moglie Marta, e inizia a lavorare come in ambito strategico per la Maersk, leader mondiale nel trasporto navale con una serie di servizi di logistica integrata. «Sono a capo di un team di cinque persone, con cui sviluppiamo le direzioni strategiche dell’azienda e le colleghiamo all’esecuzione, in stretto contatto con i membri del direttivo. Mi appassiona molto il mio lavoro. Lo trovo affascinante perché si parla di connessioni. Permette di vedere un’azienda non come un’entità separata dal resto ma come parte di un insieme di relazioni».

Nonostante tutto questo, Alpago-Novello ha in programma di ritornare a Belluno nei prossimi anni. Ma, verrebbe da chiedersi, perché? «Trovo che nel Bellunese ci sia un grandissimo potenziale non sfruttato a pieno. Tutte le grandi aziende, globali e locali, sono accomunate da un grande senso di artigianalità, conoscenza del prodotto e una punta di orgoglio. Non a caso, molte di queste sono di origine familiare».
«Queste aziende – continua Alpago-Novello – sono però alle volte sconnesse dai mercati globali e, soprattutto, tra loro stesse». E in questo il territorio montano certo non aiuta la logistica: «Viene quindi naturale pensare che creare una rete di connessione tra queste aziende sia l’unica maniera per ridurre i costi e ovviare ai limiti logistici insiti nel territorio».
Il talento, in provincia, c’è eccome, radicato in profondità. Serve metterlo in contatto, cosa che avviene banalmente anche solo con l’entrata di altro talento: «Io non sono l’unico bellunese che vive all’estero – precisa Alpago-Novello –. Secondo me è questa la chiave: prendere persone che si sono formate, hanno viaggiato, hanno vissuto contesti lavorativi diversi e attrarle in provincia. Di essere attratto, per me, non ce n’è nemmeno bisogno».
Questo perché Belluno ha un altro grandissimo potenziale: lo stile di vita. «Parlando con i miei colleghi, si percepisce sempre più un desiderio da parte dei giovani di abitare in contesti di tranquillità, lavorando per aziende stimolanti. Nelle Dolomiti questo si può affiancare a uno stile di vita più che appagante, dato da un contesto naturale di scala globale».
«Ho diversi amici che dalla Danimarca hanno passato le vacanze a Cortina e dintorni, e non gli sembrava vero che io avessi vissuto in quei luoghi. Non può che essere un sogno vivere e lavorare a Belluno – conclude Alpago-Novello – e voglio realizzarlo».