In un paese come l’Italia, dove la spesa pubblica in R&S è costantemente sotto la media Ue e dove negli ultimi dieci anni sono state soprattutto le imprese a sostenerla, investendo a ritmi di gran lunga superiori alla crescita complessiva, la collaborazione tra pubblico e privato è una variabile cruciale per l’innovazione. A maggior ragione per una realtà in cui si pubblica tanto (e spesso bene) ma si brevetta poco. Il tema non è nuovo. C’era già a monte del Pnrr, come dimostra la scelta di battezzare “Dalla Ricerca all’impresa” la sottomissione 2 della Missione 4 del Piano di ripresa e resilienza che ha messo in circolo oltre 11 miliardi. E si ripropone ora, a valle del Recovery che ha finanziato cinque centri nazionali, 11 ecosistemi dell’Innovazione e 14 partenariati estesi proprio per far parlare meglio atenei, enti e imprese. Al loro interno si è rafforzato un asse tra Confindustria e Cnr che ha già dato alcuni risultati concreti.