I giovani imprenditori bellunesi a confronto con Entopan. L’incontro parte di un tavolo di esplorazione attivo in Italia e in contesti internazionali.
La scorsa settimana i rappresentanti di Entopan hanno presentato a Belluno un originale modello di collaborazione tra imprese, centri di ricerca e formativi.
L’appuntamento promosso dal Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Belluno e dall’Associazione, si inserisce in un percorso più ampio di esplorazione e confronto, volto a raccogliere idee, modelli e buone pratiche.
Nato in Calabria oltre vent’anni fa, Entopan è oggi uno dei principali ecosistemi italiani dedicati all’innovazione e alla trasformazione delle imprese. Attraverso attività di ricerca, consulenza strategica, incubazione di startup, finanza per l’innovazione e formazione manageriale, accompagna imprese, istituzioni e territori nei processi di transizione tecnologica, ambientale e sociale.
Da questa esperienza è nato Harmonic Innovation Group, holding che sviluppa e promuove il paradigma dell’Innovazione Armonica. Secondo questa visione, l’innovazione è interpretata come strumento per generare contemporaneamente valore economico, sociale, culturale e ambientale. Il modello propone di superare la tradizionale contrapposizione tra competitività e sostenibilità, mettendo al centro la persona, le comunità e la capacità dei territori di costruire il proprio futuro.
Perché questo modello ci riguarda
Quando un think tank nato in un contesto periferico del Paese arriva a proporre un modello riconosciuto a livello internazionale, per noi Giovani Imprenditori di un territorio – anch’esso periferico, montano e spesso percepito come marginale rispetto ai grandi assi economici – non rappresenta soltanto un interessante caso di studio.
È la conferma che l’innovazione non deve necessariamente nascere nei grandi centri, ma può svilupparsi ovunque esistano una visione di lungo periodo, la capacità di fare rete e la volontà di mettere la persona e il senso del lavoro al centro del pensiero d’impresa.
Sostenibilità economica e valore condiviso: un tema che sentiamo nostro
Uno dei messaggi più significativi emersi durante l’incontro riguarda il rapporto tra sostenibilità economica e distribuzione del valore. La sostenibilità economica rimane una condizione imprescindibile per qualsiasi impresa, ma deve essere accompagnata da una crescita capace di valorizzare il capitale umano e di redistribuire i benefici dello sviluppo tra imprese, persone e territori.
È un tema che parla direttamente alla realtà bellunese.
Le nostre imprese, spesso familiari e profondamente radicate nel territorio – dalla filiera dell’occhialeria alla meccanica di precisione, fino all’indotto turistico della montagna – sanno che senza investimenti nelle competenze, nella formazione e nella qualità del lavoro diventa difficile mantenere la competitività, soprattutto in un territorio che continua a confrontarsi con lo spopolamento e la fuga dei giovani verso le aree urbane. Come Giovani Imprenditori sosteniamo da tempo che la visione di lungo periodo non rappresenti un lusso, ma la principale leva competitiva per un territorio di montagna.
Un ecosistema che potremmo prendere a modello
I numeri di Harmonic Innovation Group raccontano la concretezza di questo approccio: oltre duemila startup incontrate in vent’anni, circa 750 accompagnate in percorsi di incubazione e accelerazione e migliaia di persone coinvolte nelle diverse attività del gruppo.
Al di là dei numeri, colpisce soprattutto la capacità di costruire una filiera integrata tra ricerca, impresa, formazione e territorio. Per Belluno, dove la dimensione media delle aziende è contenuta e dove la capacità di fare rete rappresenta spesso il principale fattore competitivo, l’idea dei cosiddetti Monasteri del Futuro – luoghi di co-creazione ricavati dal recupero di edifici esistenti, pensati come spazi permanenti di contaminazione tra imprese, startup, università e comunità – rappresenta uno spunto particolarmente interessante.
È inevitabile chiedersi quanti spazi industriali oggi sottoutilizzati potrebbero diventare anche nel nostro territorio laboratori condivisi di innovazione.
Il pensiero critico nell’era dell’intelligenza artificiale
Uno dei passaggi che ci ha maggiormente colpiti riguarda il rapporto tra intelligenza artificiale e pensiero critico. Il rischio evidenziato durante l’incontro è che le nuove generazioni finiscano per considerare le risposte prodotte dall’IA come verità già elaborate, rinunciando progressivamente alla capacità di interrogarsi, verificare e costruire un proprio pensiero.
Come Giovani Imprenditori ci sentiamo una generazione di transizione: siamo cresciuti con un piede nell’analogico e uno nel digitale e abbiamo la responsabilità di trasmettere alle nuove leve il valore del “perché”, prima ancora del “come”.
Il concetto di limite, richiamato durante l’incontro come elemento necessario per mantenere attiva la responsabilità dell’essere umano nei confronti della tecnologia, rappresenta uno spunto prezioso anche per i nostri percorsi formativi e per il dialogo con gli istituti tecnici e gli ITS del territorio.
I temi emersi che ci riguardano da vicino
- Cambiamento generazionale e scuola. In un territorio che fatica a trattenere i giovani, rafforzare il dialogo tra scuola e impresa significa prima di tutto formare persone capaci di pensare criticamente, oltre che professionisti preparati.
- Etica non dichiarata, ma praticata. Sempre più spesso i giovani candidati chiedono conto dei valori dell’impresa ancora prima delle condizioni economiche. In territori piccoli come il nostro, la reputazione si costruisce attraverso comportamenti coerenti e quotidiani.
- Innovazione nei settori labour intensive. Anche nelle nostre imprese manifatturiere e nei servizi l’introduzione di robotica, automazione e digitalizzazione incontra inevitabilmente resistenze culturali. La vera sfida non consiste soltanto nell’introdurre nuove tecnologie, ma nel governare il cambiamento senza lasciare indietro le persone, soprattutto in un territorio dove il lavoro continua ad avere un forte valore identitario.
L’incontro con Entopan e Harmonic Innovation Group rappresenta un’ulteriore tappa di un percorso che il Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Belluno ha scelto di intraprendere per conoscere e approfondire modelli diversi di innovazione, nati dall’incontro tra imprese, ricerca, capitale umano e territori.
Questo percorso ci ha messo in contatto con alcuni dei principali distretti internazionali dell’innovazione – dalla Silicon Wadi in Israele al Paris-Saclay in Francia, dalla Silicon Valley negli Stati Uniti a La Marina de Valencia in Spagna. In Italia, il confronto è proseguito con alcune tra le realtà più significative che operano nel campo dell’innovazione e del trasferimento tecnologico, come ELIS Innovation Hub, Campania NewSteel ed Entopan, ciascuna portatrice di un modello originale di collaborazione tra imprese, ricerca, formazione e sviluppo territoriale.
L’intensa tela di relazioni tessuta dal Gruppo Giovani e più in generale da Confindustria Belluno tende a ridefinire il ruolo del territorio: la periferia non è automaticamente sinonimo di marginalità, soprattutto se è capace di costruire visione, relazioni e capitale umano.
Per Belluno questo significa credere ancora di più nella collaborazione tra imprese, scuola, università, istituzioni e comunità locali, ma anche nell’apertura verso l’esterno, investendo in azioni di lungo periodo e sul pensiero critico delle nuove generazioni. Perché anche un territorio di montagna può diventare, a pieno titolo, un laboratorio di futuro.
*Michele Da Rold è presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Belluno Dolomiti