Innovazione e opportunità per portare una giovane startup al mondo intero

Edoardo Giaquinto di MegaRide ha raccontato la sua esperienza all’AperiCeo dello Sport Business Forum

Sono 832 i chilometri che separano Belluno e Napoli. Due città che per molti aspetti possono sembrare agli antipodi, eppure possono avere tanto in comune. Per dimostrarlo, Edoardo Giaquinto, responsabile marketing di MegaRide, è partito dalla sua Pozzuoli per venire come ospite allo Sport Business Forum di Belluno, dove è stato protagonista il 6 giugno dell’AperiCeo, il format promosso dal Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Belluno Dolomiti. 

Giaquinto ha raccontato dell’esperienza di MegaRide, PMI innovativa che si occupa di sviluppare tecnologie avanzate per simulare e ottimizzare le prestazioni degli pneumatici. Nata da una ricerca universitaria della Federico II di Napoli, la startup è arrivata in meno di dieci anni a collaborare con i massimi attori del panorama automobilistico, dalla Formula 1 alla Nascar, passando per la MotoGP. E il tutto senza mai dimenticarsi delle proprie origini, portando avanti una visione fortemente legata al territorio. Perché innovazione, talento e impresa possono crescere anche senza dover abbandonare la propria città. 

Classe 1999, è lo stesso Giaquinto a presentare la sua realtà: «MegaRide nasce nel 2016 come spin-off accademico dell’Università Federico II di Napoli. Oggi tutte le eccellenze del contesto motorsport devono passare una simulazione dei veicoli. Noi, nello specifico, ci occupiamo degli pneumatici, affiancando le squadre nella preparazione della gara per tutti gli aspetti che riguardano la temperatura, l’usura o la preparazione delle gomme».

Un viaggio che, partendo dal mondo dello sport, punta ad arrivare anche nel contesto quotidiano: «Il motorsport da sempre è pioniere di innovazione, e in quanto tale stiamo iniziando a portare tutte le tecnologie che stiamo sviluppando in questi anni nella mobilità quotidiana, attraverso altre società che stiamo facendo nascere». Da MegaRide sono infatti gemmate altre startup (VESevo, RIDEsense e Grip Advisor), ognuna delle quali con una propria traiettoria. L’intero gruppo conta oltre 50 risorse di personale all’attivo, con un fatturato complessivo che si aggira intorno ai 3 milioni di euro e una capacità di attrarre grant competitivi.

Una realtà totalmente innovativa nel panorama in cui è nata: «Il motorsport a Napoli non si faceva. Notoriamente la Campania non ospita grandi eccellenze di questo mondo. Per noi è quindi una continua sfida per affermarci su mercati globali. Per far ciò, puntiamo molto sulla ricerca. Continuiamo ad avere un comparto accademico molto evoluto, interfacciandoci quotidianamente con le università italiane». 

Una storia giovane, con attori altrettanto giovani: «Per noi ragazzi è fondamentale avere delle opportunità. Opportunità per mettersi in mostra e per valorizzare le proprie competenze. Fin troppo spesso, però, si parla di singoli aspetti lavorativi, dello star dietro a una scrivania, di ruoli funzionali a una azienda ma mai decisionali. A noi ragazzi non viene data la possibilità di prenderci le nostre responsabilità, e credo sia questo il segreto per potersi realmente sbloccare e raggiungere così un contesto globale». 

E MegaRide è proprio un esempio lampante, arrivato a interfacciarsi con il mondo intero: «Ho sempre voluto far parte di un disegno globale, senza però mai dimenticare le mie origini — conclude Giaquinto, su un tema attualissimo come la fuga di cervelli —. Oggi bisogna dare proprio questo ai ragazzi, ovvero l’opportunità di sviluppare le proprie competenze in territori che diventano competitivi a livello globale. Non si può non pensare globali e non si può non essere globali. Per farlo c’è bisogno di aziende, organizzazioni e strutture che consentano ai ragazzi di poter valorizzarsi, attraverso un contatto continuo con l’esterno». 

Un dialogo che ha acceso il pubblico dello Sport Business Forum, con tanti giovani nelle prime file, moderato da Alessandra Agostini del Gruppo Giovani Imprenditori: «È stato molto divertente lavorare con Edoardo. Lui ha un entusiasmo coinvolgente, che ha trasmesso a tutti la sua voglia di fare impresa e di attaccare gli obiettivi che ci si pone. Belluno e Napoli sono due territori molto simili, specialmente per quanto riguarda l’attaccamento e l’amore verso la propria terra, ed Edoardo ne è un chiaro esempio».