Imprese ad alta quota: Elbec cerca un socio per crescere

Dalla scelta della lana ai passaggi di lavorazione, l’azienda punta su qualità, tracciabilità e manifattura locale. Ma permangono le difficoltà della logistica e i costi elevati.

Dopo anni passati lontano dall’Italia, tra Africa, Asia e Sud America, Federico Sordini – architetto impegnato per l’Unione Europea in progetti di emergenza, post urgenza e sviluppo sostenibile – ha deciso di cambiare radicalmente. Complice un po’ di delusione, si è trasferito con la moglie in Val Pettorina, ai piedi della Marmolada, nel 2015 ha fondato ELBEC, un’azienda che produce calze e berretti in lana merinos, rispettando l’ambiente e gli animali, e coinvolgendo le persone del posto nella manifattura.

«Sono un grande amante della montagna, e quando ho visto che il lavoro che facevo non mi dava le soddisfazioni che cercavo, ho cercato casa qui, in Val Pettorina, dove l’ambiente di montagna è ancora selvaggio» spiega. «È qui che mi è venuta l’idea di fondare Elbec. Abbiamo iniziato facendo berretti a mano prima io e mia moglie, poi abbiamo cominciato a coinvolgere artigiane del posto, che nel tempo libero confezionano per noi i berretti. Noi forniamo la lana, e loro producono i berretti quando hanno tempo. Molte persone qui lavorano nel turismo per sei/sette mesi all’anno, quindi nei momenti di fuori stagione diamo loro la possibilità di integrare il proprio reddito. È così che abbiamo iniziato; ora c’è più richiesta e abbiamo un paio di persone che lavorano esclusivamente per noi, e altre – in tutto una decina – che lo fanno quando hanno tempo».

Oltre ai berretti, Elbec produce calze sempre in lana merinos. «In questo caso collaboriamo con terzisti tra Bergamo e Brescia. Compriamo la lana in Germania e la diamo loro per la produzione. La lana per i berretti invece la prendiamo in Abruzzo, la filatura viene fatta a Biella, e noi la tingiamo. In questo modo abbiamo un prodotto veramente sostenibile, una filiera corta. Per noi il concetto di sostenibilità, di impatto ambientale, non sono semplici slogan ma fanno parte del nostro modo di vivere».

Federico Sordini

Iniziata l’attività nel 2016, Elbec è cresciuta in questi anni, arrivando a fatturare 350 mila euro l’anno. Ora però la crescita si è fermata. «Qui in montagna le difficoltà non sono poche. Noi siamo piccoli, io e mia moglie fatichiamo ma stiamo bene. Per andare avanti ora dovremmo assumere, allargarci, ragionare su una distribuzione più ampia e in larga scala, ma dovremmo partire da un milione di fatturato in su, e da soli non ce la facciamo».

Le principali criticità che Sordini riscontra sono legate ai costi elevatissimi di una impresa che si trova in montagna. Come la spedizione. «Noi vendiamo solo on line, quindi la spedizione incide molto. Abbiamo spostato la sede operativa a Perugia, perché da lì i corrieri costano meno». 

La scelta di spostare la sede operativa da Caprile a Perugia è derivata anche dal fatto che non si riesce a trovare un magazzino adeguato. «Qui è impossibile trovare un magazzino: i costi sono elevatissimi, e la gente piuttosto che abbassare i prezzi li lascia vuoti. Si tratta di un problema strutturale». Vi è poi il costo della manodopera e della materia prima. «Abbiamo scelto di pagare la gente in Italia, non in Cina, e anche la lana è costosa».

Infine, il marketing. «Vendendo on line, anche questo sta diventando un costo elevato. Quindi non è facile oggi crescere. Non possiamo nemmeno alzare tropo i prezzi, l’importante è far capire la qualità del prodotto, e devo dire che i nostri clienti apprezzano».

La soluzione per crescere ora sarebbe trovare un socio che porti liquidità, oppure vendere il marchio. «Abbiamo parlato con alcune aziende venete che sarebbero interessate a rilevare il marchio con me a fianco che continuo a seguire la produzione. Potrebbe essere un’idea, vedremo se ci riusciremo».