La didattica innovativa del Canossiano di Feltre

Il Festival.26 Stem&art.co da cinque anni dà modo agli studenti di dar vita ai propri progetti tecnologici

Per tre settimane l’anno, all’Istituto Canossiano di Feltre, tutto ciò che riguarda la didattica frontale viene messo da parte. Sedie e banchi vengono spostati, l’ansia per verifiche e interrogazioni dimenticata, e i professori non spiegano più nozioni teoriche, bensì collaborano attivamente con i propri alunni per dar vita a progetti pensati dagli studenti stessi. Così nasce Festival.26 Stem&art.co, uno spazio dove dar sfogo alla creatività e all’innovazione.

Nata cinque anni fa, l’iniziativa di didattica laboratoriale coinvolge gli studenti dei licei Stem e e Arti Comunicative di Feltre in un’esperienza per nulla paragonabile allo studio classico. I ragazzi hanno infatti la possibilità di svolgere delle attività in ambito scientifico e tecnologico (per le materie Stem in particolare) immersive. In queste tre settimane, una a febbraio e due alla fine dell’anno scolastico, le lezioni vengono letteralmente sospese per dare modo agli alunni di lavorare su progetti proposti o dai professori o dagli studenti stessi. Tutto il lavoro svolto viene poi presentato nelle due giornate di festival, poco prima delle vacanze estive. Per l’occasione la scuola apre le porte e i visitatori (oltre 400 quest’anno) possono vedere all’opera questi prototipi. I ragazzi, oltre all’esperienza in sé, hanno così modo di allenarsi nel presentare in pubblico il proprio lavoro, sia in italiano che, in una giornata analoga a dicembre, in lingua inglese. 

Tutti progetti molto interessanti, che hanno sconfinato su diverse tematiche, dalle più tecnologiche a quelle più umane. Certi alunni hanno lavorato allo Stemracing, un concorso internazionale, finanziato dal Gruppo Giovani Imprenditori e con partner la stessa F1, dove i ragazzi devono ideare una monoposto in scala alimentata da un propulsore ad aria compressa, da far gareggiare in un torneo nazionale contro altri istituti. Ci si è poi affrontati nella Robotwars, un vero e proprio duello di robot finanziato anch’esso dal GGI di Confindustria Belluno Dolomiti. Altri gruppi, ispirati dalla missione Artemis II, hanno invece studiato e lanciato dei modelli di razzo a propulsione idraulica, con tanto di analisi della telemetria e paracadute per un atterraggio sicuro. Alcuni studenti hanno affrontato anche la biologia, creando una mostra sul DNA o ideando un filtro che trattenga le microplastiche presenti nei torrenti. Per quanto riguarda le materie umanistiche, infine, gli studenti hanno trattato temi esistenziali, come il tempo o l’errore, e hanno cercato di rappresentarli concretamente tramite forme artistiche.

«L’obiettivo principale di questi progetti è di farli appassionare a ciò che studiano, specialmente per quanto riguarda materie STEM e Phisical AI», ha raccontato Luca Anselmi del Gruppo Giovani Imprenditori. E bisogna dire che i risultati sono stati evidenti. I ragazzi hanno dimostrato grande entusiasmo nel mettere effettivamente mano alla teoria vista in classe. Entusiasmo che si riflette poi anche nelle ore di lezione frontale, alimentando positivamente tutto il percorso didattico. «Come amo dire — conclude Anselmi — stiamo innaffiando dei piccoli germogli per il futuro della provincia».