Il corso di aggiornamento per giornalisti ha messo a fuoco le regole da rispettare e le potenzialità delle nuove tecnologie.
Utilizzare le nuove tecnologie evitando gli errori più gravi e non come scorciatoie, ma come strumenti in grado di potenziare la capacità creativa e professionale del giornalista; conoscerne i limiti deontologici e le regole da rispettare da un lato, comprenderne meglio le potenzialità dall’altro. Sono stati gli argomenti trattati nel corso di formazione per giornalisti venerdì 29 maggio a Belluno dal titolo: ‘L’intelligenza artificiale in redazione. Regole deontologiche e uso corretto della tecnologia per informare’. Organizzato dall’Ordine dei Giornalisti del Veneto in collaborazione con Confindustria Belluno Dolomiti, il corso ha affrontato un tema di stretta attualità e di grande interesse, non solo per i giornalisti. I 36 colleghi iscritti sono arrivati infatti da Belluno, da Padova, da Venezia e da Treviso. Oltre a loro, la platea è stata allargata a un gruppo di studenti dei Licei Classico e Scientifico di Belluno e a professionisti e operatori di altre professioni.
A un anno dall’entrata in vigore delle nuove regole deontologiche sull’uso delle AI nel giornalismo, Barbara D’Amico, esperta di giornalismo digitale, ha guidato i partecipanti a tracciare un primo bilancio sugli usi propri e impropri della tecnologia – automazione responsabile e trasparenza algoritmica – per verificare e produrre informazione. Sottolineando le differenze tra utente e produttore, i rispettivi obblighi e la facilità di passare da una figura all’altra anche in modo relativamente inconsapevole.
Nella seconda parte del corso Riccardo Saporiti, giornalista specializzato in data & AI journalism, ha portato una serie di esempi concreti di come l’AI possa già ora supportare il lavoro in redazione nello svolgimento della sua parte più noiosa e ripetitiva.
Il corso rientra nelle attività di giornalismo partecipativo attivate nel Bellunese con il progetto ‘Obiettivo Olimpiadi: Medaglia d’oro ad un territorio’, finanziato dalla Fondazione Cariverona. Ed è in sintonia con la linea editoriale – espressa anche attraverso il portale dolomind.eu – che promuove il territorio come laboratorio di innovazione in ogni settore: economico, sociale, culturale e, in questo caso professionale legato al giornalismo. Un lavoro alimentato delle continue e proficue relazioni che il Bellunese è in grado di stabilire con realtà differenti in uno scambio continuo di esperienze e competenze. Per questo motivo la scelta dei relatori è andata nella direzione di cercare tra i più aggiornati esperti della materia in Italia.
«L’AI è entrata con prepotenza nelle redazioni», ha affermato Alberto Laggia, delegato alla formazione dell’odg del Veneto. «Se sui vantaggi sembrano esserci pochi dubbi, c’è ancora scarsa attenzione sui rischi, sulla necessità di un utilizzo consapevole e soprattutto mediato – dal giornalista – di questi strumenti. La formazione è vitale, considerata anche la velocità con cui vengono proposti aggiornamenti e modifiche strutturali delle diverse piattaforme AI».
«La tecnologia può essere uno strumento formidabile nelle mani di un giornalista attento e prudente che ne conosce le potenzialità e i limiti, ma può trasformarsi in una sorgente di errori grandi e piccoli o, peggio, far apparire ininfluente l’intermediazione giornalistica», conclude Laggia. «In definitiva, l’AI va compresa per essere utilizzata in modo consapevole».
I relatori
Barbara D’Amico è una giornalista professionista con oltre 20 anni di esperienza in digital journalism e tecnologie applicate all’informazione (data journalism, Osint, AI). Ex Google News Lab Teaching Fellow, ha formato oltre 5 mila giornaliste e giornalisti sull’uso degli strumenti digitali. Gestisce la newsletter Digital Journalism by Barbara D’Amico su Substack.
Riccardo Saporiti è un data & Ai journalist e un producer freelance. Collabora da oltre dieci anni con Wired Italia, InfoData24, il datablog del Sole24Ore e VareseNews, e ha curato le inchieste data driven Vaccini d’Italia e Pazienti dimenticati. Ha lavorato all’organizzazione di diverse edizioni del Wired Next Fest, il più importante festival italiano dedicato all’innovazione, e di Glocal, il festival di giornalismo di Varese. Insegna datajournalism al Master in Giornalismo dell’Università di Torino e AI per l’analisi dati alla 24 Ore Business School. Sta lanciando mappine, una newsletter dedicata al giornalismo fatto con i dati.