I dati dell’ultimo sondaggio di Eurobarometro (Eunews.it).

L’assunzione di personale proveniente da paesi extra Ue è un percorso a ostacoli per le PMI. Tutte, non solo quelle italiane. Ne scrive Emanuele Bonini su Eunews, riportando i dati dell’ultimo sondaggio di Eurobarometro, il sistema statistico europeo. Burocrazia, lingua e mancanza di conoscenze sui servizi comunitari di supporto, scrive il giornalista, costituiscono una barriera invisibile all’assunzione di persone provenienti da paesi terzi e di conseguenza alla crescita delle piccole e medie imprese.

Negli ultimi due anni una PMI su sette ha provato ad assumere lavoratori al di fuori dell’Unione europea, e tra le imprese che alla fine ci sono riuscite (14 per cento) quasi la metà (54 per cento) ha descritto il processo di reclutamento come “difficile”. La complessità delle procedure amministrative e di immigrazione è l’ostacolo più frequentemente citato (31 per cento), seguito dalla difficoltà di trovare candidati idonei (25 per cento) e dal superamento delle barriere linguistiche (24 per cento).

Per quanto riguarda l’Italia due imprese su tre (66 per cento) dichiarano di non aver fatto alcun tipo di assunzione negli ultimi due anni, e quindi la domanda relativa alla complessità o alla facilità di trovare lavoratori extra-comunitari risulta come “non rilevante”. Comunque anche lo Stivale sembra confermare la difficoltà generale dichiarata, poiché appena un 3 per cento di interrogati dice di aver trovato “estremamente facile” assumere personale extra-UE, contro un 11 per cento che risponde con “estremamente difficile” e un altro 10 per cento che risponde invece “piuttosto difficile”.

Di fronte alle difficoltà procedurali, c’è inoltre poca o nulla consapevolezza degli strumenti e delle agevolazioni previste dall’Unione europea per questo tipo di assunzioni.

A livello UE il 61 per cento delle imprese ammette che tali incentivi e servizi sono “per nulla familiari” all’impresa. A questo si aggiunge un 18 per cento di imprese che si dichiara “non molto familiare” con schemi di sostegno all’occupazione straniera, e quindi nell’UE il 79 per cento delle PMI non riesce a fare impresa come potrebbe.  A livello di sistema Paese, l’Italia è al 69 per cento, tra chi completamente ignora (47 per cento) e chi ha poca contezza (22 per cento).