Trasporti, Rossi (Dolomiti Bus): «Ripensare l’offerta con le tecnologie»

Ripubblichiamo l’intervista all’amministratore delegato di Dolomiti Bus, Stefano Rossi, realizzata da Sandy Fiabane de Il Dolomiti al Media Space di Belluno allestito da Confindustria Belluno Dolomiti e prodotta in collaborazione con Telebelluno. Tra i tanti i temi affrontati il caro gasolio, la carenza di personale, l’integrazione con il trasporto ferroviario e il futuro della mobilità.

L’intervista originale la trovate qui.

Per quanto riguarda il blocco dello stretto di Hormuz, afferma Rossi, «Si tratta del terzo evento straordinario, tra la pandemia e due crisi energetiche. Per i tecnici questa è la più spaventosa che ci sia mai stata e la soluzione è praticamente impossibile: le aziende devono lavorare sull’efficienza, e lo stiamo facendo, ma rimane auspicabile che il governo si assuma una responsabilità. Nel frattempo, il trasporto pubblico avrà un futuro e una sostenibilità, non solo economica, solo se porta gente: dobbiamo quindi rendere il servizio evoluto e flessibile».

Dal caro gasolio – che potrà costare fino a un milione di euro l’anno – alla carenza di autisti, dalla soluzione in extremis del nodo di 9 milioni di euro per il trasporto olimpico all’attrattività del territorio, fino ai numeri del bilancio recentemente approvato (qui i dati).

Una provincia che soffre, come noto, di spopolamento e di mancanza di personale a ogni livello. Secondo Rossi, è perciò prioritario fare sistema tra gli attori del territorio per dare un messaggio positivo e di accoglienza alle persone, al fine di trovare una vera soluzione al reperimento del personale e, di conseguenza, alla garanzia stessa di un servizio che non sia solo turistico.

Inoltre, se l’auto privata rimane il primo competitor – il tpl italiano trasporta infatti solo il 10 per cento degli spostamenti quotidiani – serve comunque maggiore dialogo con il trasporto ferroviario (qui) e la soluzione è il ‘door to door’, un vero e proprio cambiamento dell’esperienza di fruizione. «Complicato ma non impossibile: il trasporto su gomma e quello su ferro – nota Rossi – sono gestiti da enti di governo e Regione, quindi da due contratti di servizio autonomi: bisogna far sì che si parlino».

Cosa si sta dunque già facendo in tal senso? E come le nuove tecnologiepotranno contribuire al futuro della mobilità? Nel video tutti i dettagli e le prospettive cui punta l’azienda in termini di investimenti: se è il turismo a tenere in piedi i bilanci, per potenziare il servizio a 360 gradi bisogna rivoluzionare e personalizzare sempre più l’offerta.