A Rivamonte Agordino la presentazione del libro di Andrea Ferrazzi sulle aree interne e sui luoghi che vogliono tornare a contare.
Sabato 8 agosto alle 17, nella sede del Centro Minerario di Valle Imperina, la Fondazione Valle Imperina ETS ospita la presentazione del libro ‘Il futuro ad alta quota. Montagne, aree interne, periferie. La rivincita dei luoghi che vogliono contare‘, di Andrea Ferrazzi.
Per la Fondazione Valle Imperina si tratta di una delle prime iniziative pubbliche dalla nascita, lo scorso anno. Un confronto e una riflessione sul destino delle montagne e delle aree interne italiane, spesso raccontate attraverso le categorie dello spopolamento, del declino e della marginalità, rientra appieno negli scopi e nelle attività di carattere culturale della Fondazione. Oltre alla valorizzazione del sito minerario la Fondazione intende promuovere studi, ricerche e pubblicazioni legate alla storia del sito e del territorio, anche di ambito dolomitico e alpino.
Il libro rovescia questa prospettiva e individua proprio nei territori considerati periferici uno spazio possibile di innovazione, impresa, creatività e nuove forme di sviluppo. Una via complementare più che alternativa ai grandi hub metropolitani. La montagna può diventare laboratorio di futuro e innovazione mantenendo le sue caratteristiche, cioè senza adottare acriticamente modelli di sviluppo propri delle città o della pianura. Un percorso, sottolinea l’autore, utile a garantire un posizionamento nella mappa della contemporaneità e necessario per tentare di ricomporre la frattura politica e sociale tra centro e periferia.
Il saggio, edito da Rubbettino, aggiorna gli studi sulle percezioni collettive nei cosiddetti luoghi che non contano ed esplora l’emergere di una nuova frattura – nostalgia vs fiducia – in parte sovrapponibile a quella classica tra centro e periferia. Dove prevale la nostalgia, le comunità rischiano di chiudersi e il tempo sociale sembra fermarsi. Dove invece cresce la fiducia, secondo la lettura proposta dall’autore, possono nascere nuove energie, nuove attività economiche e nuove ragioni per abitare i luoghi di montagna. In questo senso, le terre alte non vengono presentate come territori senza futuro, ma come laboratori nei quali ripensare il rapporto tra comunità, lavoro, paesaggio e progresso.
Il pomeriggio si apre alle 17 con i saluti istituzionali di Giovanni Deon, sindaco di Rivamonte Agordino, e di Ennio Vigne, presidente del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. Seguiranno la presentazione della Fondazione Valle Imperina ETS e del progetto ‘Forgiare un passaggio culturale’.
Alle 17.30 è in programma la presentazione del libro, con la partecipazione dell’autore Andrea Ferrazzi in un confronto con Giancarlo Recchia, CFO di Blackfin, Francesco De Bettin, presidente della Camera di Commercio Veneto Nord, Fabrizio Vigilante, fondatore di Botol Group, e Massimo Campedel, artigiano agordino dei coltelli. L’incontro sarà moderato dalla giornalista Sandy Fiabane de Il Dolomiti.
Atteso per le conclusioni il vicepresidente della Regione Veneto, Lucas Pavanetto. Alle 19 il programma proseguirà con il Concerto per Valle Imperina.
L’appuntamento si inserisce nel percorso di valorizzazione culturale del sito minerario e propone al pubblico bellunese un confronto sul ruolo che le comunità alpine possono assumere nelle trasformazioni economiche e sociali del Paese.